Il clima attorno al referendum sulla giustizia si fa sempre più acceso. Tra appelli ad abbassare i toni, accuse incrociate e richiami alla chiarezza nei confronti degli elettori, la campagna entra nella sua fase decisiva. E mentre il dibattito politico si polarizza, iniziano a emergere numeri che potrebbero cambiare la percezione della partita.
Non è solo uno scontro tra maggioranza e opposizione. Sotto la superficie si muovono dinamiche più complesse, che attraversano gli stessi partiti e mettono in discussione equilibri che sembravano consolidati.

L’appello alla chiarezza
In questo contesto è intervenuto il presidente del Senato Ignazio La Russa, invitando a riportare il confronto su binari più lineari. Ospite a “Radio anch’io” su Radiouno Rai, ha sottolineato come il referendum ruoti attorno a due punti chiave: la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti e la riforma del Csm, con l’ipotesi del sorteggio per ridurre il peso delle correnti.
Secondo La Russa, il messaggio dovrebbe essere semplice: “Se piace si vota Sì, se non piace si vota No”. Tutto il resto, ha osservato, rischia di generare solo confusione e reazioni emotive che complicano la scelta dei cittadini.





