Referendum giustizia, Taormina dopo il No: “Italiani, non lamentatevi più”

Giovanni Poloni

24/03/2026

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“Andate in galera tranquilli, sereni e contenti — ce li manda una magistratura impeccabile”

Taormina apre il post con la premessa che dà il tono a tutto quello che segue: “Che i cittadini italiani non si lamentino più. Vadano in galera tranquilli, sereni e contenti perché ce li ha mandati una magistratura che da sempre ci riserva giustizia, equilibrio e rispetto.”

L’ironia si fa più pesante quando arriva al cuore del problema — quello che per decenni avvocati e garantisti hanno denunciato come il vero nodo del sistema italiano: la custodia cautelare come anticipo di pena. “Vadano contenti, grati e fiduciosi direttamente a giudizio perché nel 50% dei casi saranno assolti — anche se saranno stati massacrati da custodie cautelari e avranno visto distrutta la famiglia e perso lavoro, beni, imprese.” Un numero, il 50% di assoluzioni, che non è inventato: è uno dei dati più citati nel dibattito sul sistema giudiziario italiano, e che racconta la distanza abissale tra ciò che accade prima del processo e ciò che viene stabilito dopo.

Poi le carceri: “Vadano giulivi, fiduciosi, pazienti nelle belle nostre carceri dove si sta benissimo, a parte vivere in dieci in quattro metri per quattro, con un bugliolo in comune e in continua esposizione a trattamenti non proprio rispettosi della dignità delle persone.” E i pentiti: “Si prendano con rassegnazione e umiltà condanne incomprensibili basate su dichiarazioni di pentiti inattendibili e non riscontrate, che vengono raccolte promettendo soldi e impunità.”

La stoccata finale: “Non servono più avvocati — basta fidarsi”

La chiusura del post è la più amara. Taormina si rivolge direttamente alla categoria che ha dedicato la sua vita a difendere gli imputati: “I cittadini italiani non si rivolgano più agli avvocati per cercare di uscire di galera o per essere assolti, perché deve bastare la grande fiducia che oggi hanno manifestato nei confronti del sistema giudiziario, fatto di pubblici ministeri e giudici che possono fare tutto da soli.”

E poi arrivano i due casi concreti — quelli che, nella sua lettura, dimostrano meglio di qualsiasi teoria astratta cosa significhi fidarsi di questo sistema. Le torture carcerarie di Santa Maria Capua Vetere, dove nel 2020 decine di agenti picchiarono i detenuti in quello che è stato uno degli episodi più vergognosi della storia recente del sistema penitenziario italiano. E gli ergastolani usciti dal carcere dopo vent’anni perché ritenuti innocenti — le storie più devastanti che il garantismo italiano porta avanti come testimonianza del prezzo umano degli errori giudiziari. Il messaggio di Taormina è semplice e brutale: avete detto che vi fidate di questo sistema. Adesso è tutto vostro.