“Occhio a questi sintomi”: reflusso gastrico, possibile legame con un tumore. L’allarme

Giovanni Poloni

17/02/2026

Colpisce milioni di italiani e, troppo spesso, viene ignorato fino a quando non diventa un problema serio. Il reflusso gastroesofageo non è solo un fastidio passeggero: può compromettere la qualità della vita e, nei casi più gravi, essere associato a complicazioni importanti. Bruciore di stomaco, tosse secca o raucedine possono sembrare sintomi innocui, ma dietro questi segnali potrebbe nascondersi qualcosa di più complesso. Ne parla il dottor Davide Moioli, chirurgo generale del Policlinico San Marco, centro d’eccellenza per la cura del reflusso.

“Si tratta di una condizione caratterizzata dalla risalita del contenuto dello stomaco verso l’esofago. Se si verifica più di 2 volte a settimana e per più settimane si parla di malattia da reflusso gastroesofageo. In Italia interessa circa il 30% della popolazione, il 5-7% con cadenza settimanale, se non addirittura giornaliera. Parliamo di una condizione impattante sulla vita di tutti i giorni dei pazienti che può avere sia una soluzione medica che, nei casi più gravi, è possibile ricorrere a una terapia chirurgica”.

Medico che spiega il reflusso gastrico

Reflusso gastrico e tumore: l’allarme dell’esperto

Ma da cosa dipende e quali sono i fattori che lo favoriscono? Il dottor Moioli spiega che “i principali fattori di rischio sono obesità, fumo, alcol, farmaci come antidolorifici e antibiotici, dieta sregolata (caffè, cibi piccanti, pomodori, cioccolato) e presenza di un’ernia jatale”. Tutti elementi che possono indebolire lo sfintere esofageo inferiore, il cosiddetto LES, “una zona di alta pressione la cui funzione è prevenire il reflusso del contenuto gastrico verso l’esofago”.

Questo meccanismo funziona come una valvola: in condizioni normali resta chiuso e si apre solo durante la deglutizione per permettere il passaggio del cibo. Quando però si altera, l’acido risale e inizia a irritare l’esofago, provocando i classici sintomi del reflusso.

Grafico illustrativo del reflusso gastroesofageo

 


I sintomi da non sottovalutare

I segnali d’allarme, avverte l’esperto, sono chiari: “bruciore a livello dello sterno, rigurgito acido avvertito in bocca, tosse stizzosa cronica, asma non allergico, raucedine, mal di gola e alito cattivo. Questi sintomi devono portare il paziente a recarsi dal medico per sottoporsi a esami più approfonditi”.