Meloni furiosa dopo il voto: caccia ai franchi tiratori, spunta anche l’ipotesi clamorosa

Francesco Meletti

15/07/2026

La bocciatura dell’emendamento sulle preferenze nella riforma della legge elettorale continua a provocare forti tensioni all’interno della maggioranza. Dopo il voto segreto alla Camera, che ha visto il governo andare sotto per un solo voto, la premier Giorgia Meloni avrebbe avviato una verifica interna per individuare i cosiddetti franchi tiratori che hanno contribuito all’affossamento di uno dei punti più importanti della riforma.

L’esito della votazione ha riacceso i sospetti tra i partiti della coalizione, alimentando tensioni che coinvolgerebbero esponenti di Forza Italia, della Lega, dell’area vicina a Roberto Vannacci e, secondo alcune indiscrezioni, anche alcuni parlamentari di Fratelli d’Italia.

La caccia ai franchi tiratori

Secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, alla maggioranza sarebbero mancati 31 voti rispetto alle previsioni. Un dato che lascia intendere come il dissenso interno possa aver interessato più componenti della coalizione.

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I primi sospetti si sono concentrati su Forza Italia, dove nelle ore precedenti al voto alcuni parlamentari avevano manifestato perplessità sul ritorno delle preferenze, soprattutto per le possibili ricadute sulla rappresentanza di genere. Anche alcuni esponenti della Lega e dell’area riconducibile a Roberto Vannacci sono stati indicati tra i possibili franchi tiratori, ipotesi però respinte dai rispettivi vertici.

Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, ha escluso che il Carroccio abbia disatteso le indicazioni di voto, mentre dal Partito Democratico è stata avanzata l’ipotesi che i voti mancanti siano distribuiti tra più forze della maggioranza.

I sospetti su Forza Italia

Tra i retroscena emersi nelle ultime ore figura anche l’ipotesi che parte del dissenso possa provenire da parlamentari considerati vicini a Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e figura ritenuta influente negli equilibri interni di Forza Italia.

Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, una parte degli azzurri guarderebbe con preoccupazione a un ulteriore rafforzamento del peso politico di Fratelli d’Italia in vista dei futuri equilibri istituzionali, compresa la partita per l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica. Si tratta, tuttavia, di indiscrezioni che non hanno trovato conferme ufficiali.

L’ipotesi delle elezioni anticipate

La sconfitta parlamentare avrebbe riacceso anche le riflessioni sulle possibili conseguenze politiche. Tra gli scenari emersi nelle ultime ore figura quello di un possibile ricorso anticipato alle urne, qualora il percorso delle riforme dovesse continuare a incontrare ostacoli all’interno della stessa maggioranza.

Al momento si tratta di una prospettiva esclusivamente politica e priva di decisioni ufficiali. Nel frattempo, l’attenzione si sposta sul Senato, dove il diverso regolamento parlamentare potrebbe modificare l’esito del confronto sulla riforma elettorale.

I prossimi passaggi

La maggioranza è ora chiamata a ricompattarsi in vista dei prossimi voti parlamentari. Parallelamente proseguono le valutazioni sull’evoluzione del quadro politico e sull’impatto che le tensioni interne potrebbero avere sul percorso della legislatura e sulle future riforme istituzionali.