Adinolfi, è finita male: arriva la condanna del tribunale

Francesco Meletti

15/07/2026

Nuovo capitolo giudiziario nella vicenda che coinvolge Mario Adinolfi. Il Tribunale civile di Roma ha condannato il giornalista e leader del Popolo della Famiglia a risarcire un ricorrente nell’ambito della controversia legata alla cosiddetta “Scommessa Collettiva”.

La decisione arriva mentre resta aperto anche il procedimento penale sulla stessa vicenda. La sentenza civile riguarda esclusivamente il rapporto tra Adinolfi e uno dei ricorrenti che aveva deciso di rivolgersi al giudice per ottenere la restituzione delle somme versate.

La decisione del Tribunale civile

Secondo quanto riportato da Il Giornale d’Italia, il Tribunale civile di Roma ha disposto che Mario Adinolfi restituisca al ricorrente 61.562 euro, corrispondenti alla parte del denaro che non era stata ancora restituita, oltre a 10.000 euro a titolo di risarcimento per danni morali.

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La vicenda riguarda uno degli investitori che aveva aderito alla cosiddetta “Scommessa Collettiva”, confidando nella promessa di ottenere rendimenti attraverso un sistema di scommesse sportive. Il ricorrente aveva versato complessivamente circa 96 mila euro, recuperandone solo una parte prima di rivolgersi alla magistratura.

Una sentenza civile di primo grado

Il provvedimento rappresenta una sentenza civile di primo grado e si inserisce in un quadro giudiziario più ampio che vede Adinolfi coinvolto anche nell’inchiesta penale sulla “Scommessa Collettiva”. I due procedimenti restano distinti e seguono percorsi autonomi.

La decisione del Tribunale civile riguarda esclusivamente il rapporto tra il ricorrente e Adinolfi e riconosce il diritto alla restituzione delle somme ancora dovute, oltre al risarcimento del danno morale.

La vicenda resta aperta

La sentenza arriva a pochi giorni dagli sviluppi dell’indagine penale che coinvolge il leader del Popolo della Famiglia. Sul fronte civile si tratta del primo pronunciamento relativo a uno dei ricorsi presentati dagli investitori.

Resta ora da capire se la decisione verrà impugnata nei successivi gradi di giudizio, mentre proseguono gli altri procedimenti collegati alla vicenda.

Fonte: Il Giornale d’Italia.