Mamma che si è gettata dal balcone, la furia di Crepet: “Ma cosa dite!”. Con chi ce l’ha

Francesco Meletti

23/04/2026

La tragedia si consuma in poche ore, ma lascia dietro di sé un tempo molto più lungo, fatto di silenzi, segnali mancati e parole che arrivano sempre dopo. Una madre, tre figli, un gesto estremo che rompe ogni equilibrio e che riporta al centro una domanda inevitabile: cosa c’è davvero dietro eventi come questo.

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Nel racconto pubblico, spesso, la risposta arriva subito e prende la forma di una spiegazione semplice, quasi automatica, capace di chiudere il discorso più che di aprirlo. È proprio contro questa semplificazione che si inseriscono le parole dello psichiatra Paolo Crepet, che sceglie un tono netto e senza attenuanti.

Il punto da cui parte è il rifiuto di una narrazione che riduce tutto a un episodio improvviso, a un impulso incontrollabile. Una lettura che, secondo lui, rischia di svuotare completamente il senso della tragedia. Parlare di gesto d’impeto significa, in fondo, togliere profondità a ciò che è accaduto, trasformando un percorso complesso in un attimo isolato.

La critica alla teoria del raptus

Le parole sono dure e non lasciano spazio a interpretazioni: definire questi episodi come frutto di un raptus è, secondo Crepet, una semplificazione che non aiuta a comprendere.

Dietro un evento estremo non c’è mai un vuoto improvviso, ma una traiettoria che si sviluppa nel tempo. Una traiettoria che spesso resta invisibile, non perché non esista, ma perché nessuno riesce a leggerla. È su questo che lo psichiatra insiste: la necessità di andare oltre la superficie e di non accontentarsi di spiegazioni immediate.

Ridurre tutto a un impulso significa, di fatto, ignorare i segnali che precedono la tragedia e rinunciare a interrogarsi sulle cause profonde.

Il peso della solitudine

Al centro dell’analisi c’è la solitudine, indicata come uno degli elementi più determinanti. Non una solitudine occasionale, ma una condizione che si costruisce nel tempo e che può crescere senza essere intercettata.

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