Qualcuno ha premuto il grilletto. E il proiettile ha il nome di Selvaggia Lucarelli. Sul Fatto Quotidiano è comparso un pezzo che in poche ore è diventato uno dei più letti e commentati del momento — un attacco lungo, elaborato, politicamente chirurgico contro Silvia Salis, la sindaca di Genova che molti considerano la vera alternativa a Giuseppe Conte nella corsa alla guida del campo largo.
Il laboratorio segreto dietro il ritratto di Prodi
Lucarelli costruisce la sua tesi attorno a un’immagine: Salis non è una politica nata spontaneamente, ma un prodotto confezionato con anni di lavoro dagli “alchimisti del Pd”. Il laboratorio dove è stata forgiata? Una stanza segreta in casa Franceschini, accessibile attraverso una porta nascosta dietro un ritratto di Romano Prodi. La fase di collaudo? Il Coni, sotto l’ala di Giovanni Malagò, scelto perché lontano da qualsiasi conflitto sociale reale.
Lo sport del lancio del martello, nel racconto di Lucarelli, è stato selezionato con cura: abbastanza rude da evocare la falce, ma non abbastanza da far scattare allarmi di radicalismo. Il marito regista Fausto Brizzi è descritto come l’ennesima pedina del progetto — perché dopo sette anni al ministero della Cultura, Franceschini ha giustamente pensato di presidiare anche il cinema.
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“Hostess della Pan Am ricaricata di notte a Marassi”
Ma è quando Lucarelli passa all’aspetto fisico che il pezzo diventa davvero feroce. L’altezza di un metro e 80 sarebbe stata scelta per “evocare la superiorità morale ma pure genetica”. La voce — ferma, calibrata, istituzionale — progettata per non incrinarsi mai: “L’esatto opposto di quella di Giorgia Meloni, che trasforma ogni intervento in una lite di condominio”.
Il difetto dell’androide, secondo Lucarelli, sta in un particolare. Vediamo tutto nella prossima pagina.


