Lucarelli affossa Salis sul Fatto: “Hostess della Pan Am ricaricata di notte”

Giovanni Poloni

16/04/2026

Il punto focale, secondo Selvaggia, sta nello sguardo: fisso, inespressivo, capace di generare una strana inquietudine. “Quando vedo i video di Salis su Instagram ho sempre la sensazione che non stia guardando la camera ma il mio algoritmo”. E poi la pennellata più colorita di tutte: “In tutti gli scatti sembra una hostess intercontinentale anni 60 della Pan Am, che però da mezzanotte alle 5 del mattino viene ricaricata di nascosto presso la colonnina delle auto elettriche davanti allo stadio Marassi”.

Il dj set, gli occhiali da 520 euro e i sacchi di sale

Neanche la foto virale di Salis dietro alla consolle di un concerto techno a Genova sfugge all’analisi. Lucarelli rivela che la dj Charlotte de Witte era solo una figurante, e che nelle casse al posto della musica c’erano sacchi di sale. Un “capolavoro di comunicazione e proselitismo” orchestrato dal diabolico team di Franceschini. Il tutto condito dagli occhiali Bottega Veneta da 520 euro indossati per emanare quell’“evidente profumo di proletariato”.

L’unico vero problema del progetto, ironizza Lucarelli in chiusura, è il cognome. Salis, come Ilaria. Una coincidenza che rischia di confondere gli elettori e di vanificare anni di lavoro alchemico.

La regia che nessuno nomina: citofonare Conte

Sarebbe ingenuo leggere questo pezzo come una semplice antipatia personale. Il Fatto Quotidiano è da anni la sponda mediatica più fedele di Giuseppe Conte, e Travaglio non pubblica attacchi devastanti a possibili leader del campo largo per puro divertimento letterario. Silvia Salis è considerata da più parti la rivale più pericolosa di Conte nella corsa alla leadership progressista: giovane, popolare, con un profilo istituzionale solido e una storia personale che la rende difficile da attaccare sul piano della credibilità.

Un’operazione di demolizione preventiva, condotta con le armi affilate di Lucarelli prima che la partita sia formalmente aperta, è esattamente il tipo di mossa che si fa quando si teme qualcuno sul serio. Più che un’invettiva selvaggia, sembra una coreografia precisa da cheerleader. Il nome del regista non compare nell’articolo. Ma non serve cercarlo lontano.