Doveva essere una giornata di sport, fatica e passione condivisa. Una di quelle esperienze che ogni appassionato di ciclismo sogna almeno una volta nella vita. E invece, in poche ore, si è trasformata in un incubo che ha lasciato il segno su migliaia di persone.
Alla vigilia del Giro delle Fiandre, una delle corse più iconiche al mondo, la versione amatoriale ha mostrato il lato più duro e imprevedibile di questo sport. Tra il pavé e i muri leggendari del Belgio, si è consumata una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità ciclistica.



Il dramma durante la salita

Erano oltre 14.000 i partecipanti pronti a mettersi alla prova lungo lo stesso percorso che poche ore dopo avrebbe visto protagonisti campioni come Pogacar e Van der Poel. Un evento atteso, preparato, desiderato.
Ma durante uno dei tratti più duri, sull’Hotondberg, qualcosa è andato storto.
Un ciclista di nazionalità britannica ha accusato un malore improvviso mentre stava affrontando la salita. Si è accasciato davanti agli altri partecipanti, sotto gli occhi increduli di chi stava pedalando accanto a lui.
I soccorsi sono arrivati in pochi istanti. Il personale medico ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione, ma ogni tentativo si è rivelato inutile.
L’uomo è morto sul posto, molto probabilmente per un infarto fulminante.
Un secondo caso e attimi di panico
Come se non bastasse, poco dopo si è verificato un secondo episodio simile, questa volta nei pressi di Ronse.
Anche in quel caso un partecipante ha accusato un malore improvviso. La tensione è salita immediatamente tra gli organizzatori e i presenti, già scossi da quanto accaduto poco prima.
Questa volta, però, il finale è stato diverso.
Grazie all’intervento rapido dei soccorsi, il ciclista è stato rianimato e trasportato d’urgenza in ospedale, dove si trova attualmente in condizioni stabili.
La decisione degli organizzatori
