“Indagata!”. L’inchiesta che fa tremare il partito di Giorgia Meloni

Giovanni Poloni

23/02/2026

Una vicenda giudiziaria e politica sta scuotendo la città di Brindisi, dove la vicesindaca Giuliana Tedesco è al centro di un’inchiesta per presunto traffico illecito di rifiuti tra Italia, Grecia e Bulgaria. L’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, ha portato sabato scorso a sei arresti e riguarda diversi indagati, tra cui la vicesindaca. L’accusa nei confronti di Tedesco è di concorso in falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, aggravata dall’aspetto ambientale.

Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica e politica, sia per la natura dell’inchiesta, sia per il coinvolgimento di un esponente della giunta del sindaco Giuseppe Marchionna, sostenuto dal centrodestra. Secondo quanto emerge dagli atti, le contestazioni riguardano la fornitura di attestazioni false necessarie per alcune autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Brindisi alla società coinvolta, la Bri Ecologica, operante nel settore dei rifiuti.
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Presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti

L’inchiesta ipotizza che, per risparmiare sui costi di smaltimento, non siano state seguite le procedure corrette di gestione dei rifiuti previste dalla legge. Migliaia di tonnellate di rifiuti sarebbero state trasportate e smaltite in aziende con sede in Bulgaria e Grecia, con l’attribuzione di falsi codici Cer che indicavano materiali come plastica e gomma “recuperabili”, mentre la reale natura comprendeva calcinacci, legno, pannelli coibentati, guaine, indumenti e altri materiali tessili. Parte di questi materiali sarebbe stata addirittura abbandonata su terreni agricoli, creando potenziali rischi ambientali e sanitari.

Gli atti dell’inchiesta indicano che Tedesco, insieme ad altri sei indagati, avrebbe contribuito alla falsificazione di dati relativi alle giacenze di rifiuti speciali, con il fine di ottenere autorizzazioni amministrative e facilitare la gestione illecita dei materiali. L’ipotesi investigativa riguarda quindi sia la falsificazione documentale sia la gestione impropria dei rifiuti, con conseguenze economiche e ambientali significative.

 


Reazioni politiche e istituzionali