Fisco 2026, in arrivo 2,4 milioni di lettere dell’Agenzia delle Entrate: chi le riceve e cosa succede se non si risponde

Giovanni Poloni

16/02/2026

La prima regola è non ignorarla. La comunicazione non è una multa, ma un invito a verificare la propria posizione. Le possibilità sono due:

1. Chiarire la propria posizione

Se il contribuente ritiene di aver dichiarato correttamente tutto, può inviare una risposta motivata allegando documenti, fatture o prove utili a dimostrare la correttezza dei dati.

2. Correggere l’errore

Se emerge effettivamente un’omissione o un errore, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, che consente di regolarizzare pagando imposte dovute e una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria.

Cosa rischia chi non risponde

Ignorare la lettera è la scelta più rischiosa. In assenza di risposta o di regolarizzazione, l’Agenzia può avviare controlli più approfonditi, che possono sfociare in accertamenti formali, sanzioni piene e recupero delle imposte dovute.

In questa fase, le sanzioni possono diventare significativamente più pesanti rispetto alla soluzione “soft” iniziale.

<h2L’obiettivo del Fisco nel 2026

Secondo i documenti programmatici, il potenziamento delle lettere di compliance mira a rafforzare l’emersione delle basi imponibili e a recuperare milioni di euro attraverso la prevenzione, prima ancora che tramite accertamenti repressivi.

Il messaggio dell’Agenzia è chiaro: prima si segnala l’anomalia, poi – solo in caso di mancata collaborazione – si procede con strumenti più incisivi.

Per i contribuenti, la strategia migliore resta quella di controllare attentamente la propria situazione fiscale e rispondere tempestivamente a eventuali comunicazioni.