Le parole di Prodi si inseriscono in un quadro già molto frammentato. All’interno del Partito Democratico crescono le voci contrarie alle primarie immediate, mentre altri restano prudenti o attendisti.



Esponenti come Gianni Cuperlo e Andrea Orlando hanno espresso dubbi, mentre dagli alleati arrivano segnali contrastanti. Alcuni chiedono di congelare il tema, altri di affrontarlo più avanti.
In controtendenza c’è Matteo Renzi, che difende con forza lo strumento delle primarie, considerandolo un passaggio fondamentale per dare legittimità al leader e mobilitare l’elettorato.
Una partita ancora aperta
Il risultato è un centrosinistra ancora alla ricerca di una direzione chiara. Tra chi vuole accelerare e chi invita alla prudenza, il rischio è quello di restare bloccati in una fase di stallo.
Prodi, però, lancia un avvertimento preciso: senza unità e senza una strategia condivisa, ogni passo falso può diventare decisivo. E le primarie, se fatte nel momento sbagliato, rischiano di trasformarsi da opportunità a boomerang.
Le parole complete di Prodi
“Chi vuol fare le primarie oggi ha già perso. È cominciato un giochino autodistruttivo, l’unica cosa che può far vincere la squadra di Meloni”, ha dichiarato Prodi.
“Io davvero non capisco perché Conte abbia fatto questa mossa, una mossa che mette ancora più in crisi”.
E sul tema della leadership ha aggiunto: “Prima si faccia squadra, prima si discuta di tattica e strategia. Il federatore? Non è pronto in questo momento”.
Parole che fotografano uno scontro politico tutt’altro che chiuso, e che segnano un nuovo capitolo nelle tensioni interne al centrosinistra.
