Gli atti parlano di almeno dodici lesioni tra cranio e volto, inflitte con estrema brutalità. Gli inquirenti ipotizzano un movente legato al rifiuto di un approccio, con aggravanti di crudeltà e motivi abietti.
Una ricostruzione che, se confermata, potrebbe cambiare profondamente la lettura di uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi anni.
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