Continua la fantasmagorica avventura mediatica e politica di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. In meno di 24 ore, la giurista italiana è passata dal palco del Primo Maggio di Taranto alle pagine di British Vogue — la prestigiosa edizione britannica della celebre rivista di moda — in un percorso che il Corriere della Sera definisce, con evidente ironia, degno di una vera star.
Dal palco di Taranto: “È una zona di sacrificio come la Palestina”

Il 1° maggio Albanese era sul palco della manifestazione di Taranto, dove ha giustificato la sua presenza con un paragone che ha fatto discutere. La città pugliese, ha spiegato, sarebbe una sorta di piccola Palestina — una “zona di sacrificio” in cui i bambini sarebbero trattati come sacrificabili, paragonabili a quelli di Gaza. Un’affermazione che ha diviso il pubblico e alimentato polemiche, in un contesto — il Primo maggio — che la relatrice ha commentato con parole poi riprese dai media: “Va commemorato, non festeggiato”.
British Vogue: la simil diva senza kefiah
Ma è l’uscita su British Vogue a catalizzare l’attenzione. L’intervista ad Albanese è incastrata, scrive il Corriere, tra un servizio dedicato a Grace Kelly e uno ad Audrey Hepburn. La foto — già pubblicata un anno fa da Vanity — ritrae quella che Fabrizio Roncone definisce “una simil diva. Ma senza kefiah”. Capelli argentati, occhiali modaioli, eleganza radical chic sui toni pastello. La nota smorfia che sembra un sorriso.
Nell’intervista, Vogue le chiede di spiegare il successo del suo ultimo libro, Quando il mondo dorme, edito da Rizzoli, che questa settimana arriva negli scaffali del Regno Unito. La risposta di Albanese è affidata a una modestia tutta sua: “Non si tratta di quanto io sia brava a scrivere… però ogni volta che l’ho presentato, in Italia, sono venute migliaia di persone”. Migliaia, sottolinea Roncone, con evidente ironia.
La chiusura è una promessa: “Vado avanti”. Verso dove, non è specificato. Ma qualcuno sta già pensando a una risposta.
Chi vuole candidarla alle politiche




