La ricostruzione del percorso dell’assassino
Secondo la lettura proposta da Garofano, le tracce individuate con il luminol si interromperebbero all’interno della cucina in corrispondenza del tavolo, senza proseguire fino al lavello. Un dettaglio che, sempre secondo l’ex comandante dei Ris, sarebbe difficilmente compatibile con il passaggio di una persona che si fosse diretta a lavarsi le mani o a pulire eventuali tracce di sangue.
La situazione sarebbe invece diversa nel bagno al piano inferiore della villetta. In quell’ambiente gli accertamenti avrebbero evidenziato più impronte e una distribuzione delle tracce ritenuta coerente con la presenza dell’assassino subito dopo il delitto.
La ricostruzione suggerisce che il killer, dopo l’aggressione mortale a Chiara Poggi, si sarebbe diretto verso il bagno, sostando anche davanti allo specchio prima di allontanarsi. Solo successivamente sarebbe transitato nella cucina, fermandosi però nella parte centrale della stanza senza raggiungere il lavandino.
Un tema che torna al centro dell’inchiesta
Le immagini diffuse da Garofano non rappresentano nuovi reperti, ma riportano l’attenzione su materiale già acquisito dagli investigatori nel corso delle indagini originarie. Tuttavia, la loro rilettura continua ad alimentare il confronto tra esperti e osservatori del caso.
Resta ora da capire quale peso potranno avere queste valutazioni nell’ambito della nuova fase investigativa. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni dettaglio continua infatti a essere esaminato con estrema attenzione, in un’indagine che ancora oggi continua a suscitare interesse e interrogativi nell’opinione pubblica.




