Da quando il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha allontanato Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto, separandola definitivamente dai suoi tre figli, l’Italia non ha smesso di parlare della famiglia nel bosco di Palmoli. La premier Giorgia Meloni si è detta “senza parole” e ha annunciato l’ispezione del ministro Carlo Nordio. I social si sono divisi tra chi difende i genitori e chi sostiene le istituzioni. I sit-in davanti alla struttura si moltiplicano.

Eppure, in mezzo a tutto questo rumore, le domande concrete — quelle che interessano davvero il futuro di questa famiglia — restano spesso senza risposta. Quando Catherine potrà rivedere i figli? I bambini rischiano di essere affidati al solo padre Nathan? La coppia potrebbe lasciare l’Italia? E i giudici del tribunale rischiano davvero qualcosa con l’ispezione ministeriale?
Sulla base di quanto ricostruito attraverso fonti legali e giudiziarie, ecco le risposte punto per punto — senza polemiche, senza ideologia. Solo i fatti.
Nathan e Catherine possono lasciare l’Italia con i figli?
No. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha sospeso la potestà genitoriale di entrambi i genitori con un provvedimento del novembre 2025. Finché questa sospensione è in vigore, la famiglia non può essere riunita e i genitori non possono portare i figli fuori dall’Italia. Ogni ipotesi di trasferimento — in Inghilterra, dove vivono parenti di Nathan, o in Australia, paese d’origine di Catherine — è tecnicamente impraticabile al momento. La situazione è in evoluzione, e i parenti di Catherine attualmente in Italia stanno influenzando alcune decisioni strategiche della coppia.