Il messaggio di Bassetti: “Come Vialli e Giorgi, ha affrontato tutto con dignità”
Nel suo intervento su Instagram, Bassetti ha inserito Enrica Bonaccorti in una lista dolorosa di nomi familiari a tutti gli italiani: Gianluca Vialli, scomparso nel 2023 per un tumore al pancreas dopo averlo raccontato pubblicamente con la stessa forza con cui aveva vissuto la carriera sportiva. Eleonora Giorgi, portata via nel marzo 2025 dalla stessa malattia dopo mesi di apparizioni televisive in cui aveva scelto la trasparenza assoluta. E ora Enrica Bonaccorti, che aveva percorso lo stesso cammino — la diagnosi tenuta nascosta per mesi, poi la scelta di parlarne, poi le telecamere di Verissimo, Domenica In, La Volta Buona, Vita in diretta.
“Come già avevano fatto, tra gli altri, Gianluca Vialli e Eleonora Giorgi, ha affrontato con grandissima dignità un tumore al pancreas con chemioterapia e radioterapia, aggiornando il pubblico sul suo percorso di cura”, ha scritto Bassetti. Tre persone diverse, tre storie diverse, una malattia identica. E ogni volta la stessa fine, nonostante il coraggio, nonostante le cure, nonostante la voglia di vivere.
Perché il tumore al pancreas è così difficile da sconfiggere
Bassetti non si è fermato al ricordo. Ha voluto spiegare — con parole accessibili a tutti — perché questa malattia continua a essere tra le più letali in assoluto. “È un tumore aggressivo, spesso asintomatico nelle fasi iniziali, rendendo difficile la diagnosi precoce”, ha scritto. Il problema è strutturale: il pancreas è un organo profondo, difficile da raggiungere e monitorare con gli strumenti di screening ordinari. Nella grande maggioranza dei casi, la malattia non dà segnali evidenti finché non è già in stadio avanzato. E quando il tumore viene scoperto tardi, la chirurgia — l’unica opzione potenzialmente curativa — non è più praticabile.
I sintomi che compaiono nelle fasi più avanzate, e che Bassetti ha elencato nel suo post, includono il dolore addominale che si irradia alla schiena, l’ittero — colorazione gialla della pelle e degli occhi causata dall’ostruzione delle vie biliari —, la perdita di peso inspiegabile, la nausea persistente e il diabete di nuova insorgenza in soggetti adulti senza fattori di rischio apparenti. Segnali che, presi singolarmente, vengono spesso attribuiti a cause più banali, e che raramente vengono collegati immediatamente a una patologia pancreatica. Il risultato è che il ritardo diagnostico è la norma, non l’eccezione.
“Far diventare pop la malattia serve alla prevenzione”: l’appello di Bassetti
Il passaggio finale del messaggio di Bassetti è quello che ha fatto più riflettere. L’infettivologo ha sottolineato con forza il valore della scelta di Enrica Bonaccorti — e di Vialli e Giorgi prima di lei — di non nascondere la malattia, di portarla davanti alle telecamere, di renderla visibile e concreta per milioni di italiani: “Far diventare pop e non nascondere la malattia, come ha fatto la Bonaccorti, mi auguro che serva per fare ancora di più sulla prevenzione e sulla cura di questo tumore, davvero ‘bastardo’.”
È un concetto che Bassetti porta avanti da anni nel dibattito pubblico sulla salute: la visibilità delle malattie oncologiche, quando gestita con dignità e consapevolezza, contribuisce a ridurre la paura, aumentare la consapevolezza collettiva e spingere più persone a rivolgersi al medico in presenza di sintomi sospetti. Una diagnosi precoce — nei rari casi in cui è possibile — cambia radicalmente le prospettive di intervento. E ogni storia pubblica che rompe il tabù della malattia grave può salvare qualcuno che, senza quella storia, avrebbe aspettato troppo.
Bassetti ha chiuso il suo messaggio con tre parole che non hanno bisogno di commenti: “Grazie Enrica. Buon viaggio. Riposa in pace.” Lo stesso saluto, sobrio e umano, che in molti hanno pensato leggendo la notizia stamattina.