Referendum Giustizia, Taormina: “Se vince il No chiudiamo la bocca per sempre

Giovanni Poloni

09/03/2026

taormina referendum giustizia

Circola da ore su Instagram e sui social italiani un messaggio che sta dividendo gli utenti. A firmarlo è l’avvocato Carlo Taormina, penalista di lungo corso e già deputato, da sempre voce scomoda nel dibattito sulla giustizia italiana. Il testo è breve, diretto, e non lascia spazio a interpretazioni: “Avremmo potuto fermarlo votando Sì. Non farlo significherebbe chiudere la bocca per sempre.”

“Il popolo italiano non è fatto da milioni di imbecilli”

Taormina parte da una provocazione: secondo alcuni sondaggi, gli italiani sarebbero contrari a una magistratura imparziale, non politicizzata, e ai magistrati che rispondono degli errori che commettono. Una lettura che l’avvocato smonta senza giri di parole.

Per Taormina, chi interpreta così i numeri sta dicendo che i cittadini italiani — dopo anni di ricatti, condanne sbagliate, famiglie e imprese distrutte, e dopo lo scandalo denunciato dall’ex magistrato Luca Palamara — vorrebbero che questo sistema continuasse. Una tesi che definisce semplicemente impossibile da credere.

Il messaggio si chiude con un avvertimento preciso: se dovesse vincere il No, sarebbe come autorizzare “una Repubblica di polizia giudiziaria” con il potere di “mandare chiunque in galera a piacimento”, calpestando libertà, diritti e dignità dei cittadini.

Cosa si vota il 22 e 23 marzo

Gli italiani sono chiamati alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026 per il referendum costituzionale confermativo sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, approvata dal Parlamento nell’ottobre 2025. In ballo ci sono due grandi novità: la separazione delle carriere tra pm e giudici, e l’istituzione di una Corte disciplinare autonoma per giudicare i comportamenti dei magistrati. Non è richiesto alcun quorum: vince chi prende un voto in più.

I sondaggi: tutti i dati sul referendum