Coppia trovata morta nella tenda, lei incinta di 8 mesi. Scoperta shock: “Cosa li ha uccisi”

Giovanni Poloni

22/02/2026

Le prime indagini condotte sul posto dal medico legale hanno permesso di formulare una teoria che al momento appare come la più probabile per spiegare la tragedia. All’interno della tenda è stata infatti rinvenuta una stufetta, utilizzata con ogni probabilità per riscaldare l’ambiente durante le gelide notti di febbraio. Il sospetto degli inquirenti è che l’apparecchio abbia sprigionato del monossido di carbonio, un gas inodore, incolore e insapore che non lascia scampo a chi lo respira in ambienti chiusi e non ventilati. Questo nemico invisibile avrebbe indotto i due giovani in un sonno profondo dal quale non si sono più svegliati, saturando l’ossigeno all’interno della piccola tenda e provocando il decesso per asfissia in tempi rapidissimi.

Nonostante la pista dell’incidente domestico sia la più accreditata, la Procura di Ascoli ha deciso di procedere con la massima cautela aprendo un fascicolo d’indagine per fare piena luce su ogni zona d’ombra. Il magistrato di turno ha già disposto il trasferimento delle salme presso l’obitorio dell’ospedale Mazzoni, dove nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia. Questo esame sarà fondamentale per confermare ufficialmente la causa del decesso e per escludere eventuali altre complicazioni o malori improvvisi. Inoltre, verranno eseguiti esami tossicologici approfonditi per verificare se nel sangue dei giovani fossero presenti altre sostanze, una procedura che rientra nella prassi standard per casi di questa natura dove la morte avviene in circostanze apparentemente solitarie.

Il compito di ricostruire minuziosamente le ultime ore di vita di Alejandra ed Evandro è stato affidato agli agenti della squadra mobile della questura di Ascoli. Gli investigatori, supportati dal reparto della polizia scientifica, stanno analizzando l’area del ritrovamento alla ricerca di indizi che possano confermare la dinamica dei fatti. Al momento è stato confermato che sui corpi non sono stati rinvenuti segni di violenza esterna, il che rafforza l’idea che non ci sia stato l’intervento di terze persone. La polizia sta ascoltando anche i membri della cerchia di amici e i conoscenti dei due giovani per capire se negli ultimi giorni avessero manifestato particolari timori o se fossero accaduti episodi degni di nota che possano fornire una chiave di lettura diversa alla tragedia.

Una scelta di vita complessa

Dalle prime testimonianze e dai dati raccolti, emerge il profilo di una coppia che viveva una situazione di fragilità seguita dai servizi sociali del Comune di Ascoli. La tragedia assume una sfumatura ancora più amara se si considera che alla giovane donna era stato offerto un alloggio assistito proprio per garantire la tutela della sua salute e di quella del nascituro. Tuttavia, Alejandra aveva deciso di declinare l’offerta per non separarsi dal compagno, che al momento si trovava senza occupazione. La volontà di non dividersi e di affrontare uniti le avversità li aveva portati a scegliere quella tenda come dimora temporanea, una decisione dettata dall’amore e dalla disperazione che purtroppo ha trovato un esito fatale in quella notte di fine inverno.

La notizia della scomparsa di Maria Alejandra e di Evandro ha lasciato un segno profondo nella cittadinanza ascolana. In molti ricordano la coppia come due persone riservate ma dignitose, che cercavano di farsi strada nonostante le avversità. La morte di una giovane donna in attesa e del suo compagno rappresenta una ferita aperta per il sistema di assistenza e per la sensibilità collettiva. Resta l’immagine potente e malinconica del cane della coppia, unico testimone oculare di quei drammatici istanti, che ha protetto i suoi padroni fino a quando il mondo esterno non ha forzato la porta di quel loro fragile rifugio per svelare l’orrore di una vita spezzata troppo presto.