Il giornalista ha poi aggiunto di essersi corretto quasi immediatamente durante il collegamento televisivo dopo aver utilizzato impropriamente l’espressione “giravano video”, specificando che il senso corretto fosse che l’esistenza di quei contenuti sarebbe stata conosciuta soltanto da una cerchia limitata di persone vicine alla vittima.
La nuova fase dell’inchiesta continua dunque a sollevare interrogativi e tensioni mediatiche, mentre magistrati e investigatori cercano di comprendere se questi elementi possano davvero aprire nuovi scenari sul delitto di Garlasco a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi.
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