Avvelenate con la ricina, verdetto choc dell’autopsia: “Caso unico al mondo”

Francesco Meletti

14/07/2026

Proseguono gli accertamenti sulla morte di Antonella Di Iersi e della figlia Sara Di Vita, decedute lo scorso dicembre a Pietracatella dopo essere state avvelenate con la ricina. Le ultime risultanze dell’autopsia aggiungono nuovi elementi al quadro investigativo e confermano l’eccezionalità del caso, mentre gli inquirenti continuano a lavorare per individuare il responsabile.

Nel corso della trasmissione Morning News sono stati illustrati gli sviluppi più recenti dell’inchiesta, con particolare attenzione agli esiti della consulenza medico-legale e agli approfondimenti scientifici ancora in corso.

Il verdetto dell’autopsia: “Un caso unico al mondo”

Secondo quanto emerso dalla perizia, Antonella Di Iersi e Sara Di Vita sarebbero morte dopo aver ingerito dosi letali di ricina, probabilmente attraverso un alimento consumato tra il 23 e il 24 dicembre 2025. Gli accertamenti confermano la presenza della sostanza tossica come causa del decesso.

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Nel corso della trasmissione è stato evidenziato come la vicenda rappresenti un caso estremamente raro. Gli esperti hanno parlato di una situazione praticamente senza precedenti, sia per le modalità del duplice avvelenamento sia per la rarità della ricina come causa di morte in un contesto familiare.

La consulenza medico-legale evidenzia inoltre che, sulla base degli elementi disponibili, non è possibile affermare con certezza che un diverso intervento sanitario avrebbe evitato il decesso delle due vittime.

Proseguono gli accertamenti scientifici

L’inchiesta resta concentrata sull’origine della ricina e sulle modalità con cui sarebbe stata somministrata. Gli investigatori stanno analizzando campioni biologici, alimenti e tutti gli elementi raccolti durante i sopralluoghi, con l’obiettivo di ricostruire ogni fase del presunto avvelenamento.

Parallelamente proseguono anche gli approfondimenti tecnici e le verifiche sui possibili contatti e sugli spostamenti delle persone finite all’attenzione degli investigatori, nella speranza di raccogliere gli elementi necessari a consolidare il quadro probatorio.

Il silenzio del paese e l’appello della famiglia

Nel frattempo a Pietracatella continua a prevalere il riserbo. La famiglia delle vittime ha rivolto un invito ai residenti affinché chiunque sia in possesso di informazioni utili collabori con gli investigatori, evitando la diffusione di indiscrezioni non verificate che potrebbero ostacolare il lavoro della Procura.

Gli inquirenti ribadiscono che saranno le prove scientifiche, insieme agli accertamenti investigativi ancora in corso, a consentire di ricostruire con precisione quanto accaduto e ad arrivare all’eventuale individuazione del responsabile del duplice omicidio.