Nel caso di Garlasco, il percorso potrebbe svilupparsi in più fasi:
Analisi dei nuovi atti
La difesa dovrà verificare se il nuovo quadro investigativo contiene elementi sufficientemente solidi.
Intervento della Procura generale
Gli atti potrebbero poi passare alla Procura generale competente per la valutazione formale dell’istanza.
Decisione della Corte d’Appello
Sarà infine la Corte a stabilire se esistano i presupposti per riaprire il procedimento.
Perché questa volta il quadro è diverso
Negli anni non sono mancati dubbi e polemiche sul caso Garlasco, ma questa volta il punto centrale è diverso: non si tratta soltanto di ipotesi alternative, ma di una nuova accusa ufficiale della Procura che individua un altro possibile responsabile unico.
Per la difesa di Stasi questo rappresenta il primo vero elemento capace di incidere concretamente sulla condanna pronunciata in via definitiva.
La situazione attuale di Alberto Stasi
Oggi Alberto Stasi ha 42 anni e sta scontando gli ultimi mesi della pena in regime di semilibertà. Da tempo lavora fuori dal carcere ed è vicino alla fine della condanna.
Nonostante questo, la possibilità di ottenere una revisione resta per lui il passaggio più importante, perché potrebbe significare non soltanto una nuova valutazione giudiziaria, ma anche una possibile riscrittura di tutta la vicenda processuale.
I prossimi passaggi nelle prossime settimane
I tempi potrebbero non essere lunghi. Una volta conclusa formalmente la nuova indagine su Sempio, il materiale sarà disponibile per le parti e da quel momento la difesa di Stasi potrà decidere se procedere.
Dopo quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso Garlasco potrebbe così entrare in una nuova fase giudiziaria destinata a riaprire interrogativi che per anni sembravano ormai chiusi.


