Nel caso Garlasco torna a emergere un elemento chiave: lo scetticismo. Non solo tra gli osservatori, ma soprattutto da parte dei familiari di Chiara Poggi, che continuano a ritenere valida la verità giudiziaria stabilita dalla sentenza definitiva del 2015, con la condanna di Alberto Stasi.
Le nuove ipotesi investigative della Procura di Pavia, che indicano Andrea Sempio come possibile autore del delitto, hanno riaperto una vicenda mai del tutto chiusa. I genitori della vittima, pur seguendo gli sviluppi con attenzione e attraverso i propri legali, mantengono una posizione ferma.
Gli avvocati della famiglia, Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, esprimono forti perplessità sulla nuova ricostruzione. Secondo la difesa, si tratterebbe di un’ipotesi che non troverebbe adeguato riscontro nei dati già acquisiti nel corso dei precedenti procedimenti.
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I dubbi sulla ricostruzione
Le contestazioni non riguardano soltanto il piano legale, ma anche quello tecnico. Il criminalista Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi, ha evidenziato alcune criticità nella dinamica ipotizzata dagli inquirenti.
In particolare, la teoria secondo cui il corpo sarebbe stato spinto lungo le scale della cantina non sarebbe compatibile con le tracce rilevate: sui gradini sarebbero presenti gocciolature e non segni di trascinamento. Un elemento che potrebbe mettere in discussione l’intera ricostruzione.
Anche la violenza dei colpi descritta nell’ipotesi accusatoria non troverebbe piena corrispondenza nelle tracce ematiche rinvenute. Secondo il consulente, non emergerebbero segni evidenti di un’azione compatibile con la dinamica ipotizzata.
Pur mantenendo cautela, Redaelli sottolinea la necessità di analizzare l’intero materiale investigativo per valutare con precisione la solidità delle nuove ipotesi.
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