Il caos in casa Nazionale è tutt’altro che risolto. Dopo lo stop imposto dal presidente della FIGC Giovanni Malagò alla nomina di Andrea Pirlo come commissario tecnico, sono saltati anche gli incontri previsti per oggi, lunedì 27 luglio, a Roma tra l’entourage del tecnico e la Federazione, con la conseguente interruzione di tutte le pratiche relative alla rescissione del suo contratto con lo United FC.
Come si è arrivati fino a qui
La scelta di Pirlo non era un piano di ripiego, ma il progetto convinto voluto da Paolo Maldini e Leonardo dopo i tentativi falliti con Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, quest’ultimo sfumato per motivi familiari. Fino a pochi giorni fa tutto lasciava presagire la fumata bianca, prima che la questione dei legami di Pirlo con la Russia, legata al suo ruolo di testimonial della piattaforma di scommesse Fonbet, convincesse Malagò a bloccare l’operazione.
Non sono mancate le voci di chi, come il giornalista Tancredi Palmeri, ha sostenuto sui social che la questione russa sarebbe stata più che altro un pretesto per fermare un nome che al presidente federale non convinceva fino in fondo.
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Maldini e Leonardo verso le dimissioni
Il vero nodo, ora, riguarda la tenuta della squadra dirigenziale scelta appena qualche mese fa. Maldini e Leonardo avevano sposato il progetto Pirlo con convinzione, e secondo le ultime indiscrezioni sarebbero pronti a un passo indietro qualora Malagò dovesse imporre un profilo diverso da quello individuato da loro due.
Decisivo, in questo senso, sarà il Consiglio Federale in programma domani, martedì 28 luglio, che nelle intenzioni della Federazione avrebbe dovuto ratificare il nome del nuovo ct e che ora rischia invece di trasformarsi nel tavolo in cui si deciderà anche il futuro dello stesso duo dirigenziale.
Chiellini e Ranieri per il dopo Maldini
Nel caso in cui la rottura dovesse concretizzarsi, il nome più caldo per sostituire Maldini nel ruolo di direttore tecnico è quello di Giorgio Chiellini, mentre resta viva anche l’ipotesi legata a Claudio Ranieri per un rimpasto complessivo della governance federale.
Mancini in pole, Conte resta un’alternativa
Sul fronte della panchina, tramontata la pista Pirlo, il nome più accreditato torna a essere quello di Roberto Mancini, ct campione d’Europa nel 2021, che avrebbe già fatto sapere di essere disponibile a tornare, forte anche del rapporto personale stretto con Malagò, con un possibile contratto quadriennale da circa due milioni di euro a stagione.
Resta sullo sfondo anche l’ipotesi Antonio Conte, sostenuta con forza da ambienti vicini alla Lega Serie A, che si sarebbe detta pronta a contribuire economicamente a un’eventuale operazione, oltre alle variabili rappresentate da Stefano Pioli, Raffaele Palladino e Silvio Baldini, attuale ct dell’Under 21.
Una scadenza fissata: il 31 luglio
Al di là dei singoli nomi in ballo, resta una certezza: la Federazione si è data una scadenza precisa, fissata al 31 luglio, entro cui la situazione dovrà necessariamente essere sbrogliata, complice anche l’urgenza legata al calendario delle prossime competizioni internazionali della Nazionale.
Nelle prossime ore, dunque, si capirà se Malagò riuscirà a ricucire lo strappo con Maldini e Leonardo trovando un nome alternativo condiviso, oppure se il terremoto in atto porterà a un vero e proprio cambio ai vertici tecnici e dirigenziali dell’intera Nazionale italiana.
Fonte: Sky Sport, Fanpage.it, Corriere dello Sport






