Le temperature record di questa estate stanno mettendo in ginocchio anche le strutture sanitarie italiane. All’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, in provincia della Spezia, le sale operatorie sono state sospese da oggi a causa del caldo eccessivo, che ha reso impossibile garantire le condizioni ottimali necessarie per l’attività chirurgica.
Temperature troppo alte per operare in sicurezza
Secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, le sale operatorie avrebbero raggiunto temperature intorno ai 26 gradi, un livello che non consentirebbe di assicurare le condizioni richieste per gli interventi chirurgici. Una situazione che ha costretto la struttura a sospendere l’attività, con inevitabili ripercussioni sui pazienti in lista d’attesa.
A denunciare pubblicamente la vicenda è il sindacato NurSind, che parla di un problema tutt’altro che nuovo e già segnalato da settimane, riguardante non solo le sale operatorie ma anche altri reparti dell’ospedale, dove si sarebbero registrate temperature superiori ai 30 gradi a causa di impianti di climatizzazione malfunzionanti.
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Il vero problema? La carenza di personale
Secondo il sindacato, però, il caldo sarebbe solo uno degli aspetti della crisi che sta attraversando la struttura sanitaria spezzina. Il problema più profondo riguarderebbe infatti la carenza cronica di personale infermieristico, che si aggiungerebbe alle criticità legate al clima, aggravando ulteriormente la situazione complessiva dell’ospedale.
NurSind ricorda di aver più volte richiesto all’azienda sanitaria locale di attivare le prestazioni aggiuntive previste dal contratto nazionale, uno strumento pensato appositamente per fronteggiare situazioni di grave carenza di organico come quella che si starebbe verificando a Sarzana.
Ordini di servizio al posto delle prestazioni aggiuntive
Di fronte al crescente rifiuto del personale infermieristico di continuare a garantire turni straordinari senza l’attivazione delle prestazioni aggiuntive richieste, l’azienda sanitaria avrebbe scelto una strada diversa: gli ordini di servizio, strumenti a cui il lavoratore, salvo casi specifici previsti dalla legge, non può opporsi.
Una scelta organizzativa duramente criticata dalla segretaria territoriale del sindacato, Assunta Chiocca, secondo cui questa modalità finirebbe per scaricare ancora una volta le inefficienze strutturali dell’azienda sul personale infermieristico, anziché affrontare alla radice il problema della carenza di organico.
Il problema si estende anche a Levanto
Le criticità denunciate da NurSind non riguarderebbero soltanto Sarzana e La Spezia, ma coinvolgerebbero anche la struttura sanitaria di Levanto. Qui, dopo una serie di pensionamenti non seguiti dal reintegro del personale, il servizio sarebbe rimasto con un solo infermiere per turno.
A complicare ulteriormente la situazione, secondo il sindacato, ci sarebbe anche una nuova configurazione dei locali, con due box assistenziali ora separati e non più reciprocamente visibili, una circostanza che renderebbe ancora più difficile garantire la sicurezza dell’assistenza quando è presente un solo professionista in servizio.
Una situazione destinata a peggiorare?
Il caso dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che, complice l’ondata di caldo record di questa estate, sta mettendo sotto pressione diverse strutture sanitarie italiane, tra impianti di climatizzazione inadeguati e organici sempre più ridotti.
Resta ora da capire quali provvedimenti intenderà adottare l’azienda sanitaria locale per risolvere sia l’emergenza climatica che quella legata alla carenza di personale, mentre il sindacato promette di continuare a tenere alta l’attenzione sulla vicenda nelle prossime settimane.
Fonte: Dagospia/ANSA






