L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua ad avvicinarsi a una fase decisiva, ma per arrivare alla conclusione delle indagini bisognerà probabilmente attendere la fine dell’estate. Gli investigatori sono ancora al lavoro sui numerosi accertamenti disposti negli ultimi mesi e l’attenzione resta altissima su ogni nuovo sviluppo che emerge dal fascicolo.
Nel frattempo, però, non mancano gli elementi destinati a far discutere l’opinione pubblica. Accanto al filone principale sull’omicidio di Chiara Poggi, infatti, continua a far parlare anche una vicenda parallela che riguarda uno dei protagonisti delle prime indagini. Un caso tornato al centro del dibattito dopo la diffusione televisiva di un filmato già noto agli inquirenti, che ha alimentato nuovi dubbi sulla reale posizione giudiziaria del militare coinvolto.
“Quindi è indagato anche lui?”. Garlasco, la novità sul caso
Nel corso della trasmissione Quarta Repubblica è stata mostrata la deposizione resa il 27 giugno 2025 da Gennaro Cassese, il carabiniere che coordinò le prime indagini sul delitto di Garlasco. I contenuti del verbale erano già stati anticipati nei mesi scorsi, ma la diffusione integrale del video ha riacceso il dibattito sui social.
Leggi anche:Meteo, grandine gigante e tornado in Italia: crollano le temperature
Leggi anche:Multata per il topless sul fiume, fa ricorso: il caso finisce davanti al giudice
Leggi anche:Famiglia nel bosco, ora decide il tribunale: la scelta che può cambiare tutto
Al centro della deposizione c’è la questione della parziale sovrapposizione oraria tra il verbale di Andrea Sempio e quello di Alessandro Biasibetti del 4 ottobre 2008, oltre al tema dello scontrino del parcheggio. Durante l’interrogatorio viene contestato a Cassese che i due verbali sembrerebbero sovrapporsi temporalmente.
Il militare ha spiegato di non ricordare con precisione quei passaggi, né la vicenda del biglietto del parcheggio, aggiungendo di non poter escludere che il verbale fosse stato momentaneamente sospeso senza che ciò venisse annotato. Ha inoltre ribadito più volte di non avere un ricordo chiaro di quanto accaduto quel giorno.
Nel corso della deposizione emerge anche il tema dell’intervento di un’ambulanza. Cassese ha dichiarato di non ricordare se qualcuno si fosse sentito male durante la verbalizzazione, pur riconoscendo che, dopo tanti anni, gli fosse impossibile ricostruire ogni dettaglio. Gli è stato però fatto presente che la documentazione attesterebbe l’effettivo intervento del mezzo di soccorso.
La parte finale dell’interrogatorio è quella che ha suscitato maggiore attenzione. Il pubblico ministero ha richiamato il militare ricordando che il Codice penale punisce non solo le dichiarazioni false, ma anche quelle reticenti, interrompendo successivamente il verbale.
Proprio quest’ultimo passaggio ha alimentato numerose interpretazioni sui social. Alcuni utenti hanno ipotizzato che Cassese possa essere stato iscritto nel registro degli indagati per false informazioni al pubblico ministero, mentre altri ritengono che si sia trattato esclusivamente di un richiamo previsto dalla procedura. Al momento non risultano comunicazioni ufficiali della Procura che confermino un’eventuale iscrizione nel registro degli indagati. Lo stesso Cassese, intervenuto successivamente in televisione, ha confermato di essere stato interrogato, precisando però di non aver ricevuto alcuna notifica relativa a indagini nei suoi confronti.






