Trump-Meloni, Feltri si schiera: «Lui un buffone, la premier ha fatto bene a reagire»

Giovanni Poloni

22/06/2026

Poltrona vuota su uno studio televisivo italiano, a illustrare l'intervento di Vittorio Feltri sul caso Trump-Meloni

Continua a far discutere il braccio di ferro a distanza tra Donald Trump e Giorgia Meloni, e a dire la sua arriva ora Vittorio Feltri. Intervenuto a 4 di Sera Weekend, il giornalista ha analizzato l’ultima fase dei rapporti tra la presidente del Consiglio e il capo della Casa Bianca, prendendo una posizione tutt’altro che sfumata.

La difesa della linea di Palazzo Chigi

Il primo aspetto sul quale si è soffermato è la reazione video della premier all’attacco, definito improvviso, partito dagli Stati Uniti. Per Feltri quella risposta era praticamente obbligata: Meloni avrebbe dovuto replicare per difendere la propria dignità e per non disinnescare la dinamica mediatica che si era ormai creata attorno alla vicenda. Nessun rilievo, dunque, sulla sostanza della controffensiva della leader di Fratelli d’Italia.

Ben più severo, invece, il giudizio sul presidente americano. Il giornalista lo ha dipinto con toni taglienti, descrivendolo come una figura che ai suoi occhi assomiglia sempre di più a un “buffone” e derubricando l’affondo contro la premier a episodio di modesta rilevanza, secondo lui caricato di un peso eccessivo.

Da dove nasce la tensione

All’origine dello scontro, stando alla ricostruzione ripresa in trasmissione, ci sarebbe un presunto battibecco tra i due durante l’ultimo vertice del G7. Pur sostenendo la reazione di Meloni nel merito, Feltri ha aggiunto una postilla critica sul piano della forma: dal punto di vista istituzionale ed estetico, ha sottolineato, forse l’intera vicenda si sarebbe potuta evitare.

Una sbavatura che però, ha precisato, non cambia la sostanza: nulla di drammatico, una questione tutto sommato marginale che non avrebbe meritato lo strascico clamoroso a cui si sta assistendo in questi giorni.

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Come finirà tra Roma e Washington

Guardando al futuro delle relazioni tra Italia e Stati Uniti, Feltri ha invitato alla calma. A suo avviso il governo italiano non avrebbe bisogno di adoperarsi per ricucire: i rapporti, ha spiegato, si ricompongono naturalmente non appena se ne presenta la necessità politica, costringendo le parti a sedersi di nuovo allo stesso tavolo.

Non senza un margine di prudenza, però. “È molto difficile fare previsioni”, ha riconosciuto, evidenziando quanto il presidente americano sia a suo dire imprevedibile e pronto a tutto. E ricordando come la premier non sia disposta a subire passivamente alcuno sgarbo, ha lasciato intendere che nuove frizioni non sono affatto da escludere.

Un confronto che resta aperto

Le considerazioni di Feltri si inseriscono in un dibattito che continua a spaccare commentatori e opinione pubblica. Da un lato chi interpreta la fermezza della premier come prova di indipendenza, dall’altro chi mette in discussione lo stesso legame con il presidente americano. Quel che è certo è che il caso resta vivo, in attesa delle prossime mosse tanto di Palazzo Chigi quanto della Casa Bianca.