Dopo quasi undici anni trascorsi tra carcere e misure alternative, per Alberto Stasi si avvicina un momento destinato a segnare una svolta nella sua lunga vicenda giudiziaria. Il condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi potrebbe infatti ottenere a breve la completa liberazione grazie ai benefici penitenziari maturati nel corso della detenzione.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza rappresenta un passaggio importante nel percorso che ha portato Stasi dalla condanna definitiva del 2015 all’attuale regime di semilibertà. Negli ultimi anni l’ex studente della Bocconi ha lavorato all’esterno del carcere, rispettando le prescrizioni imposte dai magistrati e ottenendo progressivamente maggiori spazi di autonomia.
La prospettiva di una scarcerazione definitiva arriva in un momento particolarmente delicato per il caso Garlasco. Mentre Stasi si avvicina alla libertà, la Procura di Pavia continua infatti a portare avanti la nuova inchiesta che vede Andrea Sempio al centro degli accertamenti investigativi sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007.
La decisione che può cambiare tutto
La valutazione positiva sul percorso carcerario di Alberto Stasi apre ora la strada all’ultimo passaggio verso la libertà. Si tratta di una decisione che non riguarda il merito della condanna, che resta pienamente valida, ma esclusivamente l’esecuzione della pena e i benefici previsti dall’ordinamento per i detenuti che rispettano determinati requisiti.
Nel corso degli anni Stasi ha ottenuto prima il lavoro esterno e successivamente la semilibertà, costruendo un percorso che i giudici hanno ritenuto compatibile con una progressiva riduzione delle limitazioni imposte dalla detenzione.
La scarcerazione rappresenterebbe quindi l’ultimo passaggio di un percorso iniziato dopo la sentenza definitiva che lo condannò a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi.
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