A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a far discutere e a generare nuove ipotesi investigative. Quella che sembrava una vicenda definitivamente chiusa dal punto di vista giudiziario è tornata infatti al centro dell’attenzione grazie a una serie di approfondimenti tecnici che stanno portando consulenti ed esperti a rileggere alcuni elementi della scena del crimine.
Negli ultimi mesi le analisi sulle tracce ematiche e sulla dinamica dell’aggressione hanno riacceso il dibattito attorno a una teoria che periodicamente riaffiora nel caso: la possibile presenza di più persone sulla scena dell’omicidio. Un’ipotesi che continua a dividere gli esperti e che, pur non trovando al momento conferme investigative definitive, viene nuovamente discussa alla luce delle più recenti valutazioni tecniche.
Le tracce di sangue che alimentano i dubbi
Al centro delle nuove riflessioni ci sono alcuni dettagli relativi alla distribuzione delle tracce di sangue all’interno della villetta di via Pascoli. In particolare, gli specialisti stanno concentrando l’attenzione sugli schizzi ematici individuati in prossimità del corridoio e sulle tracce rilevate vicino alla porta a soffietto.
Secondo alcuni consulenti, la disposizione di questi elementi potrebbe suggerire una dinamica più complessa rispetto a quella ipotizzata in passato. Tra gli aspetti maggiormente discussi figura anche la presenza delle prime vere pozze di sangue soltanto a partire dal quarto gradino della scala che conduce alla cantina, mentre nei gradini precedenti sarebbero state individuate principalmente gocciolature.
Un dettaglio che continua a essere oggetto di interpretazioni differenti e che rappresenta uno dei punti più controversi della ricostruzione dell’omicidio.
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