Garlasco, l’audio della mamma di Chiara Poggi dopo l’omicidio

Francesco Meletti

18/05/2026

A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna nuovamente al centro dell’attenzione mediatica. Stavolta a riaccendere il dibattito è una telefonata registrata nelle ore immediatamente successive all’omicidio, un audio che oggi riemerge riportando alla luce parole e dettagli destinati ancora a far discutere.

La conversazione, segnata da dolore, shock e confusione, restituisce uno spaccato emotivo delle ore successive alla tragedia del 13 agosto 2007. Frasi pronunciate a caldo che, riascoltate oggi, sembrano assumere un peso diverso nel contesto delle nuove indagini e delle ricostruzioni investigative sul caso.

Chiara Poggi

La telefonata tra le famiglie

Sono le 8:34 del 14 agosto 2007 quando Rita Preda, madre di Chiara Poggi, telefona alla madre di Alberto Stasi, figura poi condannata in via definitiva per l’omicidio.

La conversazione, recentemente rilanciata anche dalla trasmissione Chi l’ha visto?, è tornata a circolare riportando al centro dell’attenzione alcuni passaggi particolarmente significativi.

Alberto Stasi

Durante il dialogo emerge una frase che continua a colpire ancora oggi: “Lo so, lui non c’entra niente”. Parole pronunciate da Rita Preda in uno dei momenti più drammatici e confusi della vicenda.

Dall’altra parte della cornetta, Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, racconta invece degli interrogatori ai quali il figlio sarebbe stato sottoposto nelle ore successive al delitto.

Secondo quanto riferito nella telefonata, gli investigatori lo avrebbero “torchiato da matti”, senza però trovare segni evidenti come graffi o tracce di sangue.

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L’ipotesi dell’estraneo nel cortile

Nel corso della conversazione emerge anche un dettaglio legato alle abitudini quotidiane di Chiara Poggi.

Secondo quanto raccontato dalla madre, la giovane avrebbe avuto l’abitudine di aprire ogni mattina la porta di casa per far uscire i gatti.

Proprio questo elemento porta Rita Preda a formulare un’ipotesi che oggi viene nuovamente ricordata: quella della possibile presenza di qualcuno nel cortile della villetta di via Pascoli.

“C’era qualcuno che girava nel cortile”, avrebbe detto durante la telefonata, lasciando intendere il sospetto di un possibile estraneo.

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