Una tragedia senza precedenti ha colpito il mondo della ricerca marina italiana. Cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione in grotta nelle acque dell’atollo di Vaavu, alle Maldive, giovedì 14 maggio 2026. Tra le vittime Monica Montefalcone, 51 anni, docente associata di Ecologia all’Università di Genova, e sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni. Con loro Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo di Padova, Muriel Oddenino, ricercatrice 31enne di Poirino, e Federico Gualtieri, neolaureato 31enne di Omegna.
Il primo corpo recuperato è quello di Benedetti, trovato con la bombola completamente scarica a circa 50 metri di profondità. Gli altri quattro rimangono intrappolati nella cavità a 60 metri.

Come è accaduta la tragedia alle Maldive
I cinque si sono immersi alle 11 del mattino dalla safari boat “MV Duke of York”, autorizzata a ospitare turisti subacquei. L’immersione era programmata per durare meno di un’ora. Quando intorno alle 12 non li hanno visti riemergere, gli altri componenti del gruppo — circa 20 turisti italiani complessivi — hanno iniziato a cercarli e hanno dato immediatamente l’allarme.
Il dato cruciale: le normative maldiviane consentono le immersioni ricreative fino a una profondità massima di 30 metri. I cinque si sono invece immersi in una grotta a circa 60 metri di profondità — il doppio del limite consentito. Secondo l’Università di Genova, Monica Montefalcone e Muriel Oddenino si trovavano alle Maldive per una missione di ricerca scientifica finalizzata al monitoraggio dell’ambiente marino e dei cambiamenti climatici. Tuttavia, precisa l’ateneo, “l’immersione subacquea non rientrava nelle attività previste dalla spedizione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”.
Per superare il limite dei 30 metri — come per produzioni documentaristiche o ricerca — è necessaria un’autorizzazione scritta del ministero del Turismo delle Maldive. Non è ancora chiaro se il gruppo disponesse di tale autorizzazione.
La grotta di Alimatha
La grotta in cui i cinque si sono immersi è part del sistema di cavità sommerse di Alimatha, nell’atollo di Vaavu — uno dei siti più affascinanti e studiati dai biologi marini. La formazione geologica è costituita da tre grandi ambienti collegati da strettoie, che si estendono fino a 60 metri di profondità. È un luogo celebre per la presenza di squali che vi si riposano, fenomeno rarissimo perché questi animali non dormono mai naturalmente.
Monica Montefalcone era una ricercatrice specializzata nello studio dei coralli di grotta — organismi che non necessitano di alghe fotosintetiche e prosperano negli ambienti più estremi. Secondo Paolo Galli, professore di Ecologia dell’Università di Milano Bicocca che la conosceva bene: “Lei studiava i coralli e raccoglieva le serie storiche delle Maldive, uno dei luoghi migliori per queste ricerche, considerando che i coralli sono in pericolo a causa dell’innalzamento della temperatura dell’acqua”.
Ma quella che per i ricercatori rappresenta un’opportunità scientifica unica è anche un ambiente “tanto bello quanto pericoloso”. Come spiega Marco Anzidei, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “A quella profondità ogni problema diventa difficilmente gestibile. Non si deve mai entrare in una grotta sottomarina senza essere un sub esperto, ma Monica era davvero molto esperta”.
Come hanno trovato il corpo di Benedetti
Gianluca Benedetti, 51 anni, istruttore e capobarca padovano, è stato il primo ad essere recuperato. I soccorritori hanno svelato come lo hanno trovato. Vediamo tutto nella pagina successiva.
