“Ho qualcosa da dire”. Le parole di De Rensis sorprendono tutti

Francesco Meletti

04/05/2026

Il caso di Garlasco torna improvvisamente al centro della scena mediatica italiana, riaccendendo interrogativi mai sopiti e riportando sotto i riflettori una delle vicende giudiziarie più controverse degli ultimi decenni. Durante una recente puntata di “Domenica In”, il dibattito si è acceso attorno a nuovi sviluppi che potrebbero cambiare radicalmente la lettura di quanto accaduto nell’estate del 2007.

Al centro resta la tragica morte di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione il 13 agosto 2007 a soli 26 anni. Per quel delitto è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, che dal 2015 sta scontando una pena a 16 anni di carcere, continuando a proclamarsi innocente. Ora, a riaprire scenari inattesi, è l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, già finito sotto indagine in passato ma sempre prosciolto.

Garlasco, verso la revisione del processo?

Il confronto televisivo è stato introdotto dal giornalista Tommaso Cerno, che ha sottolineato la portata della novità: “Parliamo di questo a 19 anni di distanza perché c’è una novità molto importante, la Procura ha convocato per il 6 maggio Andrea Sempio, lo accusa di essere l’unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi, per cui c’è ancora in carcere Alberto Stasi con 16 anni di condanna. Il quadro accusatorio per lui faceva acqua da tutte le parti, c’era la cosiddetta ‘doppia concorde’, ovvero due assoluzioni in primo e secondo grado, poi la condanna in Cassazione”.

“Questa indagine porta a rivedere tutti gli indizi e la scena del crimine, si deve guardare anche alla richiesta di revisione per chiedere che Alberto sia dichiarato innocente dopo questi anni. Un caso drammatico, Chiara è morta, ma siamo ancora nel buio, un innocente probabilmente in carcere e un presunto colpevole che potrebbe rischiare di diventare un altro Stasi se il processo non sarà fatto con tutti i crismi”.

Nel dibattito è intervenuto anche Salvo Sottile: “Siamo nella situazione paradossale di una donna uccisa due volte, da un assassino passato in giudicato, Alberto Stasi, e da un altro che si prepara a essere un assassino potenziale. Le sentenze bisogna rispettarle, ma basta leggere le carte per rendersi conto di una serie di errori clamorosi fatti nella raccolta delle prove, anche negli orari del delitto”.

“L’incriminazione di Sempio fa una cosa fondamentale, toglie Alberto Stasi dalla scena del crimine, vedremo con quali prove ci arrivi Andrea Sempio. Mi auguro che, a differenza di Stasi, ci siano prove circostanziate della sua colpevolezza. Non sappiamo cosa i magistrati abbiano trovato su Sempio, la speranza è che ora abbiano fatto indagini migliori e abbiano trovato la prova che colloca Sempio sulla scena del crimine, a differenza di Stasi, su di lui non c’erano”.

Ma è soprattutto la posizione della difesa di Stasi a catalizzare l’attenzione, con le parole dell’avvocato Antonio De Rensis: “Beniamino Zuncheddu è stato liberato dopo più di 30 anni, ma senza un assassino alternativo. I prossimi passaggi fondamentali per noi non sono il 6 maggio, ma la conclusione delle indagini. All’avvocato Bocellari e a me non interessa la posizione dell’indagato. Non dobbiamo mandare in galera le persone, noi dobbiamo tirare fuori dalla galera Alberto Stasi, che riteniamo assolutamente estraneo, pur rispettando la sentenza”.

“La revisione è un fatto lontano, prima bisogna studiare le carte. Quando l’indagine si chiuderà ci sarà un momento in cui dovremo analizzare il fascicolo. Se emergeranno risultati che escludono la presenza di Stasi sulla scena del crimine si valuterà una richiesta di revisione. A noi interessa che venga acclarata l’innocenza di un uomo la cui vita è stata segnata da questa vicenda”.

Un passaggio che cambia la prospettiva, perché sposta l’attenzione non tanto sulla colpevolezza di Sempio, quanto sulla possibilità concreta di dimostrare l’estraneità di Stasi. La linea difensiva è chiara: ribaltare l’impianto accusatorio attraverso nuovi elementi investigativi.

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