Una gara iniziata nel migliore dei modi e finita con tanta amarezza. L’Italia aveva accarezzato il sogno di una medaglia nella nuova combinata a squadre delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, ma lo slalom decisivo ha ribaltato tutto, lasciando agli azzurri soltanto delusione e rimpianti.
Un avvio da sogno: la discesa lancia gli azzurri
La prima frazione, la discesa libera, aveva acceso entusiasmo e speranze concrete. La prova di Giovanni Franzoni è stata solida, aggressiva, tecnicamente pulita. L’azzurro ha spinto al massimo, mettendo pressione agli avversari e portando la coppia italiana ai vertici della classifica provvisoria.

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In quel momento l’Italia era pienamente in corsa per il podio. Le sensazioni erano positive, il distacco contenuto, la medaglia sembrava a portata. Nelle gare a squadre, però, tutto si decide in pochi secondi e l’equilibrio è fragilissimo.
Lo slalom decisivo: la tensione cambia il finale
Nella seconda parte della gara, lo slalom, il testimone è passato ad Alex Vinatzer. Il compito era chiaro: difendere il vantaggio accumulato in discesa e trasformare un’ottima prestazione in una medaglia olimpica.
Ma la manche non è andata come sperato. Qualche imprecisione, una linea meno fluida, una gestione della pressione più complicata del previsto. Il risultato finale è stato un settimo posto per la coppia Franzoni-Vinatzer, con il podio che si è allontanato proprio nel momento decisivo.
Nell’altra squadra italiana, Dominik Paris e Tommaso Sala hanno chiuso al quinto posto. Una prova consistente, ma comunque insufficiente per entrare in zona medaglie.
La confessione di Vinatzer: “Ero nervoso”
Nel post-gara, Vinatzer non si è nascosto. Si è assunto la responsabilità del risultato e ha chiesto scusa pubblicamente al compagno di squadra. Un gesto che racconta molto dello spirito del gruppo.
Ma dietro quella prova c’era qualcosa di più. Vediamo tutto nella seconda parte dell’articolo.