
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina devono ancora accendere i riflettori sulle gare, ma intorno ai Giochi c’è già una storia che fa rumore. Non c’entrano cronometri o medaglie: a scuotere la vigilia è un furto che ha colpito alcuni atleti e ha trasformato la preparazione in un piccolo incubo.
Il punto non è solo il valore economico, ma la natura di ciò che è sparito: documenti e attrezzatura. In un evento dove ogni spostamento è regolato al minuto, trovarsi senza passaporto non è un “fastidio”: è un problema enorme.
Il colpo che rovina la vigilia
Scoppia il caso. AJ Edelman, membro della squadra di bob israeliana, ha denunciato che l’appartamento che lui e alcuni compagni olimpionici hanno utilizzato per completare l’allenamento in vista dei Giochi invernali di Milano-Cortina è stato svaligiato, con il furto di passaporti e altri oggetti per un valore di «migliaia di dollari». Un episodio che ha immediatamente attirato l’attenzione, soprattutto per la delicatezza dei beni sottratti e per il momento in cui è avvenuto, a ridosso dell’evento olimpico.

In una vigilia olimpica già piena di tensione, basta poco per cambiare atmosfera: dalla concentrazione al sospetto, dall’entusiasmo all’ansia. E quando a sparire sono i documenti personali, la storia smette di essere “solo” cronaca nera e diventa un grattacapo pratico, immediato.
Olimpiadi, la polizia apre le indagine
Alcuni membri della squadra non sono ancora arrivati in Italia per le Olimpiadi e non dovrebbero lasciare la loro base d’allenamento, la cui sede non è stata resa nota ma che non si troverebbe nel nostro Paese, fino alla prossima settimana. Un dettaglio che rende la situazione ancora più complessa, considerando che il furto rischia di creare problemi logistici e burocratici proprio alla vigilia di una manifestazione che richiede spostamenti, documenti e tempi rigidissimi.

E qui sta la parte più “da lifestyle”, quella che racconta cosa significa davvero stare dentro un grande evento: non solo allenamenti, ma anche check, controlli, accrediti, valigie da preparare e ripreparare. E in mezzo, l’imprevisto che ti taglia le gambe.
La reazione sui social: avanti nonostante tutto
Edelman, ex atleta olimpico di skeleton e attuale pilota della squadra israeliana di bob, ha dichiarato in una serie di “post” sui social che la squadra ha continuato ad allenarsi anche dopo l’apertura delle indagini da parte della polizia. Edelman ha scritto su X che il modo in cui la squadra ha gestito la giornata «è un ottimo esempio di come si possa andare avanti anche in circostanze difficili». Parole che sottolineano la volontà di non farsi abbattere, nonostante la gravità dell’accaduto.

«Una violazione così grave – valigie, scarpe, attrezzature, passaporti rubati – «e i ragazzi sono tornati subito ad allenarsi oggi. Credo davvero che questa squadra incarni lo spirito israeliano».
Debutto storico, ma con una macchia
Israele partecipa per la prima volta alle Olimpiadi nella disciplina del bob. Si è qualificato dopo che il Regno Unito ha deciso di non occupare uno dei due posti assegnati a Milano Cortina. Israele era al posto dopo in lista e ha accettato l’offerta di partecipare quando si sono liberati gli ultimi posti olimpici.
Un debutto che doveva essere solo energia, orgoglio e adrenalina, e che invece si è ritrovato a fare i conti con un furto pesante: «migliaia di dollari» e soprattutto documenti essenziali. Ora l’attenzione resta sulle indagini e sui tempi: perché ai Giochi non si arriva solo in forma, si arriva anche con i documenti in mano. E quando quelli spariscono, la vigilia diventa una corsa contro il tempo.