Il vertice si chiude senza una sintesi, ma con un’immagine simbolica che racconta meglio di ogni comunicato lo stato dell’Unione: sul palco finale, accanto ai leader europei, compare anche Ahmad al-Sharaa, ex comandante jihadista, a ricordare quanto il contesto internazionale stia cambiando più velocemente della capacità europea di adattarsi.
Il risultato è un’Europa che, ancora una volta, rinvia. Ma il rinvio, in questo caso, non è neutro: è già una scelta politica. E dice che la vera partita non è sull’energia, ma su che tipo di Unione si vuole costruire nei prossimi anni.



