Alle 7:04 di questa mattina, sabato 14 marzo 2026, una scossa di terremoto ha fatto tremare il Friuli Venezia Giulia. L’evento sismico è stato registrato nella zona della Valcanale, in provincia di Udine, con epicentro localizzato a circa sei chilometri a sud di Malborghetto Valbruna.
La magnitudo rilevata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è stata di 2.2, una scossa di lieve intensità che non ha causato danni a persone o edifici e non ha generato particolari segnalazioni da parte della popolazione residente nella zona.
🔴 #Terremoto M 2.2 – Malborghetto Valbruna (UD)
14 mar 2026 – ore 07:04 italiane (06:04 UTC)https://t.co/fzOEC4vWEl— Tellus Project (@TellusTerremoti) March 14, 2026
In condizioni normali, una scossa di questa entità passerebbe quasi inosservata — e probabilmente la maggior parte degli abitanti della Valcanale non l’ha nemmeno avvertita. Ma il Friuli Venezia Giulia non è una regione qualsiasi dal punto di vista sismico. È una delle aree a più alta sismicità d’Italia, con una storia che pesa ancora oggi sulla memoria collettiva di chi ci vive. E ogni tremore, anche il più lieve, riporta inevitabilmente alla mente quella data: il 6 maggio 1976.
Perché il Friuli fa così paura quando la terra trema? E cosa rende questa zona così vulnerabile?