Tra le voci più forti c’è quella della deputata Pd Ouidad Bakkali, che ha commentato duramente la decisione attraverso i social.



“5 giorni di sanzione”, scrive, sottolineando come la scelta della maggioranza sia legata a quella che definisce una “occupazione pacifica” della sala stampa.
Bakkali rivendica il senso politico dell’azione: una protesta contro l’ingresso a Montecitorio di esponenti legati a CasaPound e ad ambienti che definisce apertamente neonazisti. Secondo la deputata, si è trattato di un gesto necessario per difendere la Costituzione e i valori antifascisti del Paese.
“Abbiamo scelto di mettere i nostri corpi in difesa della Costituzione”, afferma, ribadendo che l’iniziativa è stata condotta in modo pacifico ma determinato.
Il tono si fa ancora più netto nel passaggio finale, dove promette che la protesta continuerà: “Sanzionateci pure, noi torneremo sempre a difenderla”.
Le parole di Gianni Cuperlo
Più sintetica ma altrettanto significativa la reazione di Gianni Cuperlo, anche lui tra i deputati sospesi.
“È la prima volta nella mia vita che vengo sospeso (mai, manco a scuola)”, scrive con una punta di ironia.
Ma il messaggio si chiude con una presa di posizione chiara: “Sono sereno e orgoglioso per la mia prima sospensione e domattina rifarei ciò che ho fatto”.
Parole che confermano la linea delle opposizioni: nessun passo indietro, ma anzi la rivendicazione piena dell’azione politica messa in atto.
Uno scontro politico destinato a crescere
La vicenda non si esaurisce con le sanzioni. Al contrario, rischia di diventare un nuovo terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
Da una parte, chi richiama al rispetto delle regole parlamentari e sottolinea la gravità di aver impedito un evento istituzionale. Dall’altra, chi rivendica il diritto – e il dovere – di opporsi a iniziative considerate incompatibili con i valori costituzionali.
