FdI al 29,4%: primo calo significativo dopo una lunga stagione di crescita
Fratelli d’Italia perde 0,4 punti percentuali e si attesta al 29,4%. In termini assoluti è una variazione contenuta, ma il contesto la rende significativa: è il primo calo di rilievo dopo mesi di crescita quasi ininterrotta. Il partito di Giorgia Meloni sembra risentire della complessità di una fase di governo particolarmente densa di decisioni difficili, dal posizionamento sulla guerra in Iran alle tensioni con la magistratura, passando per la campagna referendaria. Il distacco dagli avversari resta comunque enorme — quasi otto punti sul secondo partito — ma il trend vale la pena di essere monitorato.
PD al 21,8% e M5S al 12%: l’opposizione torna a muoversi
In controtendenza rispetto a FdI si muovono entrambe le principali forze di opposizione. Il Partito Democratico di Elly Schlein guadagna 0,2 punti e sale al 21,8%, confermando la strategia della segretaria centrata su diritti, giustizia sociale e posizione critica sulla guerra. Il Movimento 5 Stelle fa ancora meglio: +0,3% che lo porta al 12%. Giuseppe Conte punta con decisione sul pacifismo e sulla difesa dei sussidi sociali, intercettando il malcontento di chi si sente poco rappresentato dalle scelte economiche del governo. Due forze che crescono contemporaneamente, erodendo probabilmente consensi alle formazioni più piccole.
Forza Italia cede, Lega cresce e pareggia con Verdi-Sinistra al 6,8%
Tra gli alleati di governo i movimenti sono divergenti. Forza Italia perde 0,2 punti e scende all’8,6%, mentre la Lega di Matteo Salvini guadagna 0,2 punti e sale al 6,8% — stesso risultato dell’alleanza Verdi e Sinistra, che cede 0,1 punti e si attesta anch’essa al 6,8%. Un pareggio tra forze politicamente agli antipodi che fotografa bene la frammentazione di un elettorato che cerca identità politiche molto marcate, indipendentemente dal colore.
Vannacci al 3,4%, Calenda al 3,3%: un solo decimale li separa
Il dato più esplosivo in termini di dinamiche interne è quello che riguarda la parte bassa della classifica. Futuro Nazionale di Roberto Vannacci perde 0,2 punti e scivola al 3,4%, con Azione di Carlo Calenda che resta stabile al 3,3%: un solo decimale di distanza, in un’area dove la competizione è ferocissima. Più staccate Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,5% e Noi Moderati all’1%. Numeri che confermano quanto sia difficile per i partiti centristi e liberali sopravvivere in un sistema politico che tende sempre più verso una struttura bipolare dominata da FdI e PD.