Azione scende al 3,3% (-0,2), Futuro Nazionale al 3,4% (-0,1), +Europa all’1,5% (-0,1), Noi Moderati all’1,1% (-0,1). Italia Viva resta stabile al 2,4%. Le Altre Liste salgono al 4,0% (+0,2).
Ma dove finiscono questi voti? La risposta è nel dato più rilevante del sondaggio: la quota di chi “non si esprime” torna a salire e raggiunge il 29%, un punto in più rispetto alla settimana precedente. Quasi tre italiani su dieci hanno smesso di scegliere. Non sono passati a un altro partito — si sono fermati. Chi esce dal Pd, da Azione, dai partiti centristi non approda altrove: si rifugia nel non voto.
La tabella completa
| Partito | % | Variazione |
|---|---|---|
| Fratelli d’Italia | 29,3% | ▬ stabile |
| Partito Democratico | 21,6% | ▼ -0,3% |
| Movimento 5 Stelle | 12,4% | ▲ +0,2% |
| Forza Italia | 7,8% | ▲ +0,1% |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 6,7% | ▲ +0,1% |
| Lega | 6,5% | ▲ +0,2% |
| Futuro Nazionale | 3,4% | ▼ -0,1% |
| Azione | 3,3% | ▼ -0,2% |
| Italia Viva | 2,4% | ▬ stabile |
| +Europa | 1,5% | ▼ -0,1% |
| Noi Moderati | 1,1% | ▼ -0,1% |
| Altre Liste | 4,0% | ▲ +0,2% |
Cosa significa per chi fa politica
Un bacino di astensionismo al 29% è insieme un pericolo e un’opportunità. Pericolo perché nessuna coalizione può permettersi di ignorare quasi un terzo dell’elettorato potenziale. Opportunità perché chi saprà parlare a queste persone — con una proposta credibile, un messaggio chiaro, una leadership riconoscibile — potrebbe guadagnare punti percentuali significativi senza sottrarre voti agli avversari. Per ora, nessuno sembra averlo ancora capito davvero.


