Schillaci nei guai: cosa gli contestano i magistrati
Una nuova tensione istituzionale si apre tra governo e magistratura contabile. Al centro del caso c’è il ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci, e in particolare la figura del suo capo di gabinetto, Marco Mattei. La Corte dei Conti si prepara infatti a esprimersi su una nomina che sta facendo discutere nei Palazzi romani e che potrebbe trasformarsi in uno scontro formale.
Secondo quanto emerge, i magistrati contabili sollevano dubbi sulla legittimità della possibile nomina di Mattei a consigliere della Corte. Il nodo riguarda soprattutto l’idoneità tecnica del profilo: Mattei è un medico ginecologo, e questo – secondo le toghe – non sarebbe in linea con i requisiti richiesti per incarichi di natura giuridico-amministrativa.
La normativa di riferimento (Dpr n. 385 del 1977) prevede infatti che i consiglieri di nomina governativa abbiano una preparazione “elevata, sistematica e specialistica” proprio in ambito giuridico e amministrativo. Un requisito che, secondo l’Associazione magistrati della Corte dei Conti, non risulterebbe soddisfatto nel caso specifico.
Non è solo una questione formale. I magistrati parlano apertamente di “seri dubbi” sull’idoneità del profilo e chiedono una valutazione rigorosa e sostanziale, non solo politica. Il timore è che si possa creare un precedente pericoloso, in cui la discrezionalità politica prevale sui criteri tecnici richiesti per ruoli chiave della magistratura contabile.
La vicenda richiama quanto già accaduto in passato con il caso di Raffaele Borrello, quando il governo tirò dritto nonostante le resistenze della Corte dei Conti, dimostrando che il parere dei giudici contabili non è vincolante. Anche stavolta, dunque, la decisione finale potrebbe spettare a Palazzo Chigi.
Dal canto suo, Mattei difende il proprio curriculum. Sottolinea un’esperienza amministrativa consolidata in oltre 26 anni di attività, oltre a una formazione accademica che include una laurea in Scienze dell’amministrazione e due master in ambito economico. Secondo lui, una valutazione approfondita del suo percorso professionale dimostrerebbe l’idoneità tecnica richiesta.
Ma le rassicurazioni non bastano a spegnere le polemiche. Il caso è già arrivato in Parlamento, con un’interrogazione presentata dal deputato Alfonso Colucci alla Presidenza del Consiglio. Sul tavolo non c’è solo la questione dei titoli, ma anche quella dell’opportunità istituzionale della nomina.
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