Sondaggi politici, dati pazzeschi: c’è un solo partito che sorride davvero

Giovanni Poloni

14/03/2026

FdI primo ma in calo, Lega la più penalizzata del centrodestra

Fratelli d’Italia si conferma saldamente in testa alla classifica, ma perde mezzo punto percentuale e scende al 28,8%. Un calo contenuto, che non scalfisce la leadership del partito di Giorgia Meloni, ma che segnala una pressione costante sui consensi in una fase in cui le scelte del governo sulla crisi iraniana sono sotto osservazione quotidiana. La posizione di Meloni — Italia fuori dalla guerra, basi americane utilizzabili solo secondo gli accordi vigenti — è difesa con fermezza, ma evidentemente non basta a fermare l’erosione.

Peggio va alla Lega di Matteo Salvini, che con un -0,6 è la forza più penalizzata dell’intero centrodestra e scende al 6,5%. Un risultato che alimenta le tensioni interne al partito, sempre più diviso tra chi vorrebbe una linea più muscolare sulla guerra e chi teme le conseguenze elettorali di posizioni troppo esposte su un tema che l’80% degli italiani guarda con preoccupazione. Forza Italia di Antonio Tajani perde quattro decimi e si attesta all’8,7%, confermando una flessione costante che dura da settimane.

Piccoli segnali positivi arrivano invece dalle formazioni minori della coalizione: Futuro Nazionale, il movimento del generale Roberto Vannacci, cresce dello 0,2% e raggiunge il 3,2%, mentre Noi Moderati di Maurizio Lupi guadagna un decimo e sale all’1,1%. Numeri piccoli, ma in controtendenza rispetto al quadro generale.

PD stabile nel ruolo di seconda forza, ma non cresce

Nel campo del centrosinistra, il Partito Democratico di Elly Schlein cede anch’esso mezzo punto e scende al 21,6%. Il PD mantiene il secondo posto in classifica con un distacco ancora significativo da tutti gli inseguitori, ma il fatto che non riesca a capitalizzare le difficoltà del governo è un segnale che preoccupa più di qualche dirigente dem. In un momento in cui Meloni è sotto pressione su più fronti contemporaneamente — guerra, carburante, referendum, basi americane — ci si aspetterebbe un’opposizione che cresce. Non sta accadendo.

Meglio va all’Alleanza Verdi Sinistra di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che guadagna tre decimi e si porta al 6,7%, confermando un trend positivo che dura da diverse settimane e che potrebbe essere alimentato dalla posizione netta della sinistra contro la guerra e contro qualsiasi coinvolgimento italiano nel conflitto iraniano.

Il M5S è l’unico grande partito a crescere — e non è un caso

Il dato più significativo dell’intera rilevazione porta la firma del Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte: +0,6 punti, che portano il partito al 12,4%. Il recupero più consistente tra tutte le principali forze politiche italiane, in una settimana in cui quasi tutti perdono. Non è un caso: il M5S ha tenuto la posizione più netta e più coerente sull’opposizione alla guerra e al coinvolgimento italiano — una linea che, in un momento in cui l’80% degli italiani si dichiara contrario a qualsiasi partecipazione al conflitto, paga in termini di consenso.

Difficoltà persistenti, infine, per il polo centrista. Azione di Carlo Calenda scende al 3,3% (-0,1), Italia Viva di Matteo Renzi perde due decimi e scende al 2,2%, mentre +Europa di Riccardo Magi resta stabile all’1,6%. Un’area che fatica a trovare un posizionamento chiaro in una fase dominata dai grandi temi di guerra, sicurezza ed energia — e che rischia di pagare il prezzo più alto della polarizzazione in corso.

Partito Consenso Variazione
Fratelli d’Italia 28,8% -0,5
Partito Democratico 21,6% -0,5
Movimento 5 Stelle 12,4% +0,6
Forza Italia 8,7% -0,4
Alleanza Verdi Sinistra 6,7% +0,3
Lega 6,5% -0,6
Azione 3,3% -0,1
Futuro Nazionale 3,2% +0,2
Italia Viva 2,2% -0,2
+Europa 1,6% =
Noi Moderati 1,1% +0,1