Salim El Koudri, la famiglia rompe il silenzio

Francesco Meletti

19/05/2026

Il passato a Ravarino e il percorso di cure

La famiglia vive a Ravarino, in provincia di Modena, dove si era trasferita nei primi anni Duemila dalla provincia di Bergamo.

Secondo quanto emerso, i familiari non sarebbero stati pienamente a conoscenza del percorso di cure psicologiche intrapreso dal 31enne negli ultimi anni.

Nel 2022, infatti, Salim El Koudri si sarebbe rivolto ai servizi territoriali manifestando un forte disagio personale. Successivamente sarebbe stato seguito dal centro di salute mentale di Castelfranco Emilia, dove gli erano stati prescritti farmaci e un percorso terapeutico proseguito fino al 2024.

Negli ultimi mesi, secondo quanto riferito dal legale e da alcune persone vicine alla famiglia, il giovane sarebbe apparso sempre più isolato e chiuso in se stesso.

I parenti avrebbero notato un progressivo peggioramento del suo comportamento, con lunghi momenti trascorsi da solo davanti al computer o al cellulare e frequenti episodi nei quali parlava da solo.

Le indagini sul gesto compiuto in centro a Modena

Gli investigatori continuano intanto ad approfondire tutti gli aspetti legati all’attacco avvenuto nel centro storico di Modena.

Tra i protagonisti delle fasi successive all’investimento c’è anche Luca Signorelli, l’uomo che insieme ad altri passanti ha contribuito a bloccare il 31enne dopo la fuga.

Proprio Signorelli ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che avrebbe definito il suo intervento “un gesto eroico”.

Le indagini proseguono per chiarire il movente dell’attacco e verificare tutte le condizioni psicologiche e personali dell’uomo nei mesi precedenti alla tragedia.