Nuovi sviluppi nel caso dell’omicidio di Pamela Genini, la 29enne uccisa nell’ottobre 2025 dall’ex compagno Gianluca Soncin e successivamente sepolta nel cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo.
A mesi dalla scoperta del delitto, gli investigatori sono tornati al lavoro su uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda: il ritrovamento della testa della giovane, mai recuperata durante le prime indagini.
Su disposizione della Procura sono infatti partite nuove operazioni di ricerca che coinvolgono diverse aree considerate particolarmente rilevanti dagli investigatori sulla base degli elementi raccolti negli ultimi mesi.
Le ricerche con le unità cinofile specializzate
Le attività investigative vengono considerate particolarmente delicate e complesse, sia per l’ampiezza delle zone da controllare sia per le caratteristiche del territorio.
Per questo motivo le operazioni potrebbero andare avanti per diversi giorni.
Per supportare le verifiche sono entrate in azione anche unità cinofile specializzate nella ricerca di resti umani provenienti dal centro carabinieri cinofili di Firenze.
Tra i cani impiegati nelle operazioni ci sono “Claus”, un pastore belga Malinois, e “Hula”, un pastore tedesco addestrato all’individuazione di resti anatomici anche in ambienti particolarmente difficili.
Il pugnale sequestrato durante le perquisizioni
Le nuove ricerche arrivano dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di Francesco Dolci, imprenditore 41enne ed ex compagno della vittima secondo quanto riferito dallo stesso uomo.
Dolci è accusato di vilipendio di cadavere e furto della testa della giovane.
Durante le perquisizioni effettuate lo scorso 6 maggio nelle abitazioni frequentate dall’uomo, i carabinieri hanno sequestrato anche un pugnale “kukri”, una lunga lama di origine asiatica.
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