“Ribaltone”. Sondaggi, il dato è clamoroso: Giorgia Meloni a bocca aperta

Giovanni Poloni

15/02/2026

Sul fronte opposto, la coalizione di centrosinistra – composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa – arriverebbe al 44,4%. Un mezzo punto in meno rispetto al centrodestra, ma sufficiente a delineare uno scenario di sostanziale equilibrio.

Il Partito Democratico è dato al 22,2%, in linea con le rilevazioni degli ultimi mesi e leggermente sotto il 24% ottenuto alle europee. Per i dem sarebbe comunque un miglioramento rispetto al risultato delle politiche 2022, quando si fermarono sotto il 19%. La vera incognita è la capacità di mantenere compatta una coalizione ampia e variegata.

Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,1%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra cresce fino al 6,1%, ben oltre il 3,5% raccolto nel 2022. Italia Viva di Matteo Renzi è al 2,4%, mentre +Europa raggiunge l’1,6%. La differenza rispetto al passato è la possibilità concreta di una presentazione unitaria, elemento che potrebbe risultare decisivo in una sfida così serrata.

Fuori dalle coalizioni si muove un’area centrista e sovranista che potrebbe rivelarsi determinante. Azione di Carlo Calenda è stabile al 3%, mentre il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin si colloca all’1,8%. La novità è Futuro Nazionale, la formazione lanciata da Roberto Vannacci, stimata al 2,9%.

Interessante la provenienza dei consensi di Vannacci: l’1,1% arriverebbe da Fratelli d’Italia, lo 0,7% dalla Lega e il resto da altri partiti e dall’area dell’astensione. Un bacino elettorale fluido che potrebbe influenzare gli equilibri interni al centrodestra. Con oltre un anno al voto, restano molte incognite: dalla soglia di sbarramento alle possibili alleanze, fino alla variabile più grande di tutte, quella dell’astensionismo, che potrebbe ridisegnare completamente il quadro politico italiano.