Diversi utenti hanno risposto al post di Salvini facendogli notare esattamente quello che aveva fatto: “La campagna referendaria è chiusa”, scrivono in molti. “Ci dovrebbe essere il silenzio elettorale”, aggiungono altri. Non commenti di oppositori politici, ma di persone che hanno semplicemente riconosciuto la violazione di una norma che vale per tutti — indipendentemente da chi si voti.
Sì. pic.twitter.com/eGoh2SlJ46
— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) March 21, 2026
Il post è rimasto online. Nessuna rimozione, nessuna rettifica, nessun commento da parte del leader della Lega. Una scelta che può essere letta in diversi modi: come disattenzione, come provocazione calcolata, o come la consueta strategia comunicativa di Salvini, che da sempre preferisce la visibilità alla prudenza istituzionale. Qualunque sia la lettura, il risultato è lo stesso: il vicepremier della Repubblica italiana ha violato il silenzio elettorale alla vigilia di un voto su una riforma costituzionale.
Il contesto: referendum rovente e una campagna durata settimane
Il gesto si inserisce in una delle campagne referendarie più accese degli ultimi anni. Il referendum sulla riforma della giustizia — che prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il sorteggio dei componenti dei nuovi CSM e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare — ha diviso l’Italia in modo netto per settimane. Il centrodestra compatto per il Sì, con Meloni che è andata al Pulp Podcast di Fedez per difendere la riforma. Il fronte del No con politici, magistrati, attori, cantanti e intellettuali che hanno riempito piazze e palchi fino alle ultime ore utili.
I sondaggi mostravano fino alla vigilia un quadro incerto — con la partecipazione come variabile decisiva, visto che il referendum non prevede quorum. In questo clima ogni azione comunicativa nelle ultime ore prima del voto ha un peso amplificato. E quella di Salvini — poche parole, una card coloratissima, pubblicata il giorno in cui non si può — è già diventata uno degli episodi più commentati della giornata. Domani si vota. Oggi si parlava di lui.