Lo stipendio di un deputato: tutte le voci nel dettaglio
La remunerazione di un deputato italiano è composta da diverse voci distinte, che è importante conoscere separatamente per capire il quadro completo:
- Indennità netta mensile: 5.000 euro
- Diaria (rimborso per le spese di soggiorno a Roma): 3.503,11 euro al mese
- Rimborso spese di mandato: 3.690 euro al mese
- Rimborso telefonico: 1.200 euro annui (100 euro al mese)
- Rimborso trasporti: da 3.323,70 a 3.995,10 euro ogni tre mesi
Sommando tutte queste voci, un deputato italiano percepisce ogni mese una cifra complessiva che si aggira intorno ai 14.634,89 euro. Non si tratta solo di uno stipendio: è un sistema di compensazioni pensato per coprire le spese legate allo svolgimento del mandato parlamentare. Ma l’effetto finale, dal punto di vista economico, è quello di una remunerazione mensile molto consistente.
La buonuscita: l’assegno di fine mandato che in pochi conoscono
C’è però un elemento che spesso sfugge al dibattito pubblico sugli stipendi parlamentari: l’assegno di fine mandato. Deputati e senatori hanno diritto a una buonuscita calcolata come l’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo. Il che significa che più a lungo si rimane in Parlamento, maggiore è l’assegno che si riceve al termine del mandato.
Un meccanismo che premia la longevità politica e che, sommato alle altre voci, rende la carriera parlamentare economicamente molto vantaggiosa rispetto alla media dei lavoratori italiani — dove lo stipendio medio netto si aggira intorno ai 1.700-1.800 euro mensili, meno di un ottavo di quanto percepisce un deputato.
Chi guadagna di più: Bongiorno a 3 milioni, Tremonti a 2 milioni
In cima alla classifica dei redditi parlamentari si confermano i nomi che già negli anni precedenti occupavano le posizioni più alte. Giulia Bongiorno, avvocata e presidente della commissione Giustizia del Senato, dichiara un reddito complessivo che supera i 3 milioni di euro — frutto della sua intensa attività forense che prosegue parallelamente al mandato parlamentare. Subito dietro Giulio Tremonti, con un reddito che supera di poco i 2 milioni di euro. Entrambi rappresentano casi eccezionali rispetto alla media parlamentare, grazie ad attività professionali molto remunerative al di fuori del Parlamento.
Tra i ministri spicca il Guardasigilli Carlo Nordio, che dichiara 259.716 euro. Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani dichiara invece 187.000 euro, con un incremento di oltre 30.000 euro rispetto all’anno precedente. Tra i ministri con redditi superiori ai 100mila euro figurano Adolfo Urso (126.340 euro), Orazio Schillaci (102.176 euro), Luca Ciriani (100.701 euro) e Alessandra Locatelli (100.304 euro). Poco sotto la soglia dei 100mila si attestano invece Giancarlo Giorgetti (99.623 euro) e Matteo Piantedosi (96.514 euro).
Il centrosinistra: redditi stabili, con qualche eccezione
Nel campo dell’opposizione, i redditi restano pressoché invariati rispetto al 2023. La segretaria del PD Elly Schlein dichiara 98.471 euro, reddito che proviene interamente dalla sua funzione di deputata. Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra si ferma a 93.306 euro, mentre il collega di partito Angelo Bonelli arriva a 101.811 euro — cifra analoga a quella del 2023. Il senatore Carlo Calenda di Azione dichiara un totale di 121.799 euro, di cui 22.586 euro provengono da altri redditi oltre all’indennità parlamentare.
La sorpresa: Lupi quasi raddoppia, Salvini ancora assente
La variazione più significativa tra i leader di partito riguarda Maurizio Lupi, capo politico di Noi Moderati, il cui reddito complessivo sale da 124.864 a 224.683 euro — un incremento che sfiora i 100.000 euro rispetto all’anno precedente, probabilmente legato ad attività esterne al mandato parlamentare. Al momento della pubblicazione dei dati non risultava ancora disponibile la documentazione patrimoniale di Matteo Salvini, che lo scorso anno aveva dichiarato poco meno di 100.000 euro.
I dati confermano un quadro già noto: la carriera parlamentare garantisce una remunerazione base significativamente superiore alla media italiana — dove lo stipendio medio netto si aggira intorno ai 1.700-1.800 euro mensili — ma le vere differenze tra i parlamentari emergono dalle attività professionali esterne al mandato, che in alcuni casi moltiplicano in modo radicale il reddito complessivo dichiarato.