Dalle prime ricostruzioni tecniche, il tram di ultima generazione Tramlink sarebbe arrivato alla fermata senza fermarsi completamente, mantenendo una velocità superiore ai limiti previsti per quel tratto urbano.
Il mezzo non avrebbe azionato correttamente lo scambio dei binari per proseguire diritto e avrebbe invece deviato a sinistra.
Subito dopo il tram è uscito dai binari, ha urtato un albero e ha terminato la sua corsa contro la vetrina di un edificio.
I due passeggeri che sono stati sbalzati fuori dal mezzo non hanno avuto scampo.
Il racconto del conducente
Ricoverato in ospedale dopo l’incidente, il conducente ha riferito di aver avvertito «un dolore alla gamba, poi tutto nero», parlando di un possibile mancamento.
I referti medici parlano di sincope vasovagale e di un trauma cranico lieve, con una prognosi di dieci giorni.
Gli esami tossicologici hanno inoltre escluso la presenza di alcol o sostanze stupefacenti.
Secondo gli investigatori, tuttavia, alcune comunicazioni radio con la centrale Atm – nelle quali il conducente avrebbe detto «male, male» poco prima dell’incidente – potrebbero indicare che il problema fisico fosse già evidente prima della perdita di controllo del mezzo.
Le verifiche tecniche
Gli investigatori stanno analizzando i dati della black box e l’analisi cinematica del tram per verificare se il sistema di sicurezza cosiddetto “uomo morto” abbia funzionato correttamente.
Nel frattempo è stata scartata l’ipotesi del blackout delle telecamere, mentre la Polizia locale sta esaminando i tabulati telefonici e la copia forense dello smartphone del conducente.
Secondo gli inquirenti, l’incidente potrebbe essere stato causato da una combinazione di negligenza, velocità e mancato azionamento dello scambio, più che da un guasto tecnico del mezzo.
Le conseguenze e i risarcimenti
L’azienda di trasporto milanese Atm ha già annunciato un primo indennizzo di 5.000 euro per ogni persona coinvolta nell’incidente, oltre a esprimere il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime.
Resta però aperto il fronte giudiziario. Se venisse confermata la presenza di un malessere preesistente non segnalato, si aprirebbe un dibattito sui controlli sanitari prima dei turni e sui protocolli di sicurezza per i conducenti.
Un punto centrale per la sicurezza del trasporto pubblico, soprattutto quando a bordo dei mezzi possono viaggiare centinaia di passeggeri.