Pensioni 2027, età più alta e requisiti più severi: tutte le novità e chi resta escluso

Giovanni Poloni

17/03/2026

Per chi svolge attività particolarmente faticose o turni notturni, resta in vigore un regime agevolato che blocca l’aumento dei requisiti fino al 2028.

In questi casi sarà possibile andare in pensione con:

  • 61 anni e 7 mesi di età,
  • almeno 35 anni di contributi,
  • quota 97,6 (somma tra età e contributi).

Inoltre, restano confermate altre modalità di uscita anticipata, tra cui:

  • la pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi di contributi (uno in meno per le donne),
  • la pensione per lavoratori precoci con 41 anni di contributi.

Queste regole rappresentano una tutela importante per chi ha svolto attività particolarmente impegnative nel corso della propria vita lavorativa.

Mansioni gravose: due livelli di tutela

Più complessa è la disciplina per chi svolge mansioni gravose, come operai edili, conducenti di mezzi pesanti o lavoratori del settore educativo.

In questo caso la normativa distingue due situazioni principali:

Almeno 7 anni di attività gravosa negli ultimi 10

I lavoratori che soddisfano questo requisito beneficiano della tutela più ampia. Fino al 2028 potranno accedere alla pensione con le condizioni attuali:

  • pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi,
  • pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi,
  • uscita per precoci con 41 anni di contributi.

Almeno 6 anni negli ultimi 7

Per chi rientra in questa seconda fascia, le agevolazioni sono più limitate. Sarà comunque possibile andare in pensione:

  • a 67 anni con almeno 30 anni di contributi,
  • oppure tramite i canali di pensione anticipata senza modifiche.

La distinzione tra le due categorie è fondamentale e può fare una grande differenza sul momento effettivo di uscita dal lavoro.

Un sistema sempre più selettivo

Le nuove regole confermano una trasformazione già in atto da anni: il sistema previdenziale italiano sta diventando sempre più selettivo e basato su criteri stringenti.

Se da un lato le eccezioni continuano a esistere, dall’altro riguardano una minoranza di lavoratori. La maggior parte delle persone dovrà invece confrontarsi con un futuro in cui la pensione arriva più tardi e richiede un numero maggiore di anni di contributi.

In questo contesto, diventa fondamentale pianificare con anticipo il proprio percorso previdenziale, monitorare eventuali aggiornamenti normativi e valutare tutte le opzioni disponibili.

Il messaggio è chiaro: il sistema regge, ma chiede sempre di più ai lavoratori.