Pensioni 2027, età più alta e requisiti più severi: tutte le novità e chi resta escluso

Giovanni Poloni

17/03/2026

Il sistema pensionistico italiano si avvia verso una nuova fase di cambiamenti strutturali che entreranno in vigore a partire dal 2027. Le nuove regole, confermate anche dalle indicazioni dell’Inps, prevedono un ulteriore aumento dell’età pensionabile e un irrigidimento dei requisiti contributivi, con conseguenze dirette su milioni di lavoratori.
Alla base di queste modifiche c’è il meccanismo automatico di adeguamento alla speranza di vita, che continua a spingere in avanti l’uscita dal mondo del lavoro. Un sistema pensato per garantire la sostenibilità dei conti pubblici, ma che rende sempre più complesso l’accesso alla pensione.

Cosa cambia dal 2027: età e contributi

Il primo elemento chiave riguarda la pensione di vecchiaia. Dal 1° gennaio 2027, il requisito anagrafico salirà a 67 anni e 1 mese, per poi aumentare ulteriormente nel 2028, arrivando a 67 anni e 3 mesi.

Non si tratta solo di un aumento simbolico: questo adeguamento coinvolgerà la grande maggioranza dei lavoratori italiani, allungando di fatto la permanenza nel mercato del lavoro.

Parallelamente, anche la pensione anticipata subirà un incremento dei requisiti. Per poter accedere sarà necessario maturare fino a 43 anni e 1 mese di contributi, rendendo questa opzione sempre più difficile, soprattutto per chi ha carriere discontinue.

Questi cambiamenti confermano una tendenza chiara: il sistema pensionistico italiano si sta progressivamente spostando verso un modello che richiede più anni di lavoro e maggiore continuità contributiva.

Le categorie escluse dagli aumenti

Nonostante il quadro generale, esistono alcune eccezioni che consentono a specifici lavoratori di evitare gli aumenti almeno fino al 31 dicembre 2028.

Le categorie interessate sono:

  • lavoratori usuranti,
  • lavoratori notturni,
  • addetti a mansioni gravose.

Si tratta però di una platea limitata e soggetta a criteri molto rigidi, che riducono notevolmente il numero di beneficiari reali.

Per chi restano invariati i requisiti