
“Futuro Nazionale per ora non si può usare”. È la comunicazione rivolta ai militanti del nuovo progetto politico annunciato da Roberto Vannacci, mentre si apre un confronto sul piano del nome e del simbolo adottati per la formazione.
La contestazione arriva dalla famiglia di Riccardo Mercante, già consigliere regionale del Movimento 5 Stelle in Abruzzo. La vedova rivendica la titolarità del marchio e afferma che “quel nome e quel simbolo appartengono alla memoria di mio marito” e che non verranno concessi ad altri soggetti.

Il marchio Futuro Nazionale: deposito e registrazione
Secondo le informazioni disponibili, il marchio “Futuro Nazionale” sarebbe stato depositato da Mercante il 3 settembre 2010 e successivamente registrato in Italia il 25 febbraio 2011 presso l’Ufficio brevetti e marchi del Ministero delle Imprese.

Dopo la morte di Riccardo Mercante: i diritti passano agli eredi
Dopo la scomparsa di Mercante nel 2020, la titolarità del marchio sarebbe confluita nella successione, risultando in capo ai familiari, in particolare a Marina Caprioni e ai figli. In dichiarazioni riportate, Caprioni ha spiegato: “Non mi piace proprio”, precisando inoltre che la famiglia “non intende trattare sui diritti legati alla memoria di mio marito”.
La posizione della famiglia: la dichiarazione della figlia Allegra
Anche la figlia di Mercante, Allegra, è intervenuta sulla vicenda, manifestando sorpresa per la polemica e sottolineando la distanza tra l’iniziativa di Vannacci e gli orientamenti “liberali e progressisti” attribuiti al padre.
La questione tecnica: possibile scadenza della registrazione del marchio
La vicenda presenta anche un profilo tecnico. In base ad alcune ricostruzioni giornalistiche, la registrazione originaria del marchio potrebbe essere scaduta negli anni scorsi per mancato rinnovo. In tale ipotesi, il nome potrebbe tornare registrabile da altri soggetti.
Se la scadenza venisse confermata, la tutela legale del marchio verrebbe meno e il segno potrebbe rientrare in pubblico dominio, con possibili conseguenze sul piano amministrativo e giuridico che potrebbero richiedere chiarimenti nei prossimi giorni.
Altra contestazione: la diffida di Francesco Giubilei
Parallelamente, si segnala un’ulteriore contestazione. Francesco Giubilei, fondatore dell’associazione culturale “Nazione Futura”, avrebbe diffidato Vannacci sostenendo che il simbolo del nuovo partito sarebbe troppo simile all’immagine utilizzata dalla propria realtà associativa.
Il progetto di Roberto Vannacci e gli sviluppi possibili
Per Roberto Vannacci, ex generale e attuale europarlamentare, “Futuro Nazionale” è il nome individuato per la nuova iniziativa politica di area sovranista, presentata come alternativa rispetto al centrodestra tradizionale. Resta ora da verificare come evolveranno le contestazioni sul nome e sul simbolo, mentre la famiglia Mercante ribadisce la propria opposizione all’utilizzo del marchio.